Perugia – Complice il clima da ultimo giorno di scuola dettato da una classifica che potrebbe vedere il Perugia tagliato fuori dalla zona playoff anche in caso di vittoria a Livorno, il tecnico degli umbri Pierpaolo Bisoli ha sfruttato l’occasione dell’odierna conferenza stampa per dare la sua interpretazione sulle difficoltà che il Perugia ha dovuto affrontare in questa stagione, senza tuttavia dimenticare la partita di domani contro gli amaranto:
“Per la trasferta di Livorno, partiamo in 18 perché Rizzo, Spinazzola, Bianchi, Belmonte e Fabinho non sono a disposizione; a queste sicure assenze, vanno ad aggiungersi gli acciacchi di Ardemagni, Rossi e Parigini che, in ogni caso, sono aggregati alla nostra comitiva: Ardemagni ha avuto l’influenza fino a ieri e parte svantaggiato nel ballottaggio con Parigini che viene da un lungo infortunio, mentre a Rossi ho chiesto di stringere i denti in considerazione del numero risicato di giocatori disponibili. Dal momento che ho così pochi elementi a disposizione – ha proseguito il tecnico emiliano – posso svelarvi la formazione: scenderemo in campo con un 4-2-3-1 con Molina, Volta, Mancini e Del Prete davanti a Rosati; Zebli e Prcic saranno i centrocampisti centrali, con Drolè esterno destro, Guberti esterno sinistro ed Aguirre alle spalle di Parigini nel ruolo di punta centrale. Gli unici ballottaggi riguardano Del Prete e Rossi per il ruolo di terzino sinistro, oltre a Parigini ed Ardemagni per quello di centravanti”.
“Ho compiuto queste scelte – ha continuato il tecnico dei biancorossi – pensando ad allestire una squadra in grado di andare a Livorno per cercare di vincere la partita, altrimenti ne avrei compiute delle altre; mi dispiacerebbe se il Livorno dovesse pensare di trovare di fronte a sé un avversario dimesso perché non sarà così: posso assicurare che, finchè sarò io a Perugia, questa squadra giocherà per vincere. L’obiettivo playoff non è ancora del tutto sfumato e, a prescindere da questo, mi farebbe piacere superare quota 60 punti, che considero un traguardo di tutto rispetto”.
Di fronte alla stampa, l’ex allenatore del Cesena ha difeso il lavoro suo e della squadra in maniera orgogliosa: “Pur tra mille difficoltà, credo che il lavoro da noi svolto in questa stagione non sia assolutamente da buttare perchè abbiamo fatto crescere giocatori importanti come Drolè, Zebli e Mancini e abbiamo raggiunto una buona quadratura a livello di squadra: sono cose, queste, che rimarranno nel tempo e da cui potrà trovare giovamento anche un eventuale mio successore su questa panchina”.
Il problema più grande della stagione degli umbri, evidentemente, è stato rappresentato dall’elevatissimo numero di infortuni: “Pensate – ha esordito Bisoli - che, secondo uno studio fatto da un prestigioso quotidiano nazionale sull’intero campionato di serie B, il Perugia avrebbe perso ben 14 punti in classifica nei minuti che vanno dall’87’ in poi: sapete perché? Perché gli infortuni a cui la squadra è andata incontro sono stati talmente tanti da avermi impedito di provare in allenamento situazioni da 8 contro 8 o da 10 contro 10, ossia tutte quelle situazioni che si verificano negli ultimi minuti di una partita in equilibrio, con una delle due squadre che sferra l’assalto finale. Da gennaio in poi, per oltre due mesi e mezzo di campionato, non ho avuto a disposizione più di sedici giocatori con cui fare allenamento: per certi versi, siamo stati bravi a tenere botta e a non ritrovarci in una condizione di difficoltà ancora maggiore. Parliamo del Livorno, ad esempio: non mi sembra che i toscani abbiano avuto le nostre stesse difficoltà a livello di infortuni, eppure sono penultimi e, non più tardi di una settimana fa, sono stati descritti da Rastelli come squadra potenzialmente in grado di raggiungere la zona playoff”.
A Bisoli, inoltre, non è andato giù lo scetticismo che ha sempre accompagnato il suo lavoro, a partire dal suo arrivo a Perugia: “Ho sempre svolto il mio lavoro con una passione ed un entusiasmo indescrivibili perché amo questo sport alla follia e non credo che mi si possa imputare di non aver messo la faccia su questa o quella situazione: non credo, inoltre, che sia stato giusto farmi passare, già a partire dal mio arrivo qui a Perugia, come un allenatore alla sua prima esperienza in serie B perché così non è e non ritengo che sia un caso se giocatori importanti come Diamanti, Giaccherini e Nainggolan, che ho allenato in passato, sono arrivati in Nazionale. Ovunque sono andato il mio impegno è stato massimale e, paradossalmente, è cresciuto dopo le sconfitte”.
Pierpaolo Bisoli, infine, ritorna sull’episodio delle dimissioni, consegnate e ritirate dopo la sconfitta interna contro il Trapani: “Non mi sono mai tirato indietro nella vita: in quel preciso frangente, il gesto delle dimissioni rappresentava un atto d’amore verso la società e la squadra, dettato dalla volontà di consentire una ricerca più serena di un eventuale mio sostituto. C’è stato perfino chi ha detto e scritto che io, pur di sottrarmi alle mie responsabilità, avrei dato e ritirato le dimissioni, negoziando con la società una risoluzione anticipata, al termine di questa stagione, del contratto valido fino al 30 giugno 2017 e questo non va bene”.
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