Ercole De Santi
Pechino - Tre livornesi sono saliti sui gradini del podio olimpico a Pechino. Risultato complessivo: una medaglia d'oro, una d'argento e una di bronzo, la prima in una disciplina individuale, le altre due a squadre. Il risultato più eclatante l'ha colto Giulia Quintavalle, 25 anni, judoka di Rosignano, che si é aggiudicata la medaglia più preziosa nella categoria 57 chili di judo alle olimpiadi di Pechino. In finale l'atleta rosignanese nata a Livorno, in forza al gruppo sportivo della Guardia di Finanza ma cresciuta sportivamente a Livorno ed a Rosignano, ha nettamente sconfitto per 11 a 1 l'olandese Deborah Gravenstijn. La Quintavalle, che aveva superato al primo turno la tedesca Yvonne Boenisch, campionessa olimpica uscente, in semifinale ha eliminato l'australiana Maria Pekli, altra grande favorita della vigilia. Nonostante un fastidioso dolore al braccio, la Quintavalle si é imposta in finale con grande determinazione, risultando essere la prima donna a vincere l'oro nel judo e anche la prima atleta livornese a giungere prima in una gara olimpica, quasi un secolo dopo Nedo Nadi, che nel 1912 fu il primo livornese a vincere l'oro a Stoccolma. L'argento, invece, l'ha conquistato Luca Agamennoni nel canottaggio. Anche il suo é stato un grande successo. Il livornese é riuscito a migliorare il piazzamento di Atene, dove aveva conquistato il bronzo con l'equipaggio del Quattro senza. A Pechino gli azzurri hanno chiuso al secondo posto con il tempo di 5'43''57 alle spalle della Polonia, medaglia d'oro in 5'41''33. Il quartetto italiano, formato da Rossano Galtarossa, Simone Raineri e Simone Venier oltre che da Agamennoni, ha lottato per tutta la gara a ridosso dei tre volte campioni del mondo della Polonia e respingendo la prepotente serrata finale della Francia che ha conquistato il bronzo. E proprio il bronzo se l'é assicurato, invece, lo schermidore Aldo Montano facente parte della squadra italiana di sciabola che é riuscita a centrare il terzo gradino del podio. In Grecia, quattro anni fa, Montano festeggiò l'oro mostrando una bandiera amaranto con scritto 0586, il prefisso di Livorno. Questa volta non poteva farlo perchè le autoritá cinesi hanno vietato qualunque striscione, ma l'atleta livornese é riuscito comunque a ricordare la sua cittá nel momento dei festeggiamenti, scrivendo il prefisso di Livorno sul palmo delle mani e le ha mostrate in tivù. Il successo é stato ugualmente bello, anche se meno prestigioso, perchè inaspettato. Dopo la delusione del torneo individuale, infatti, Aldo é riuscito a strappare alla Russia praticamente da solo il bronzo nella prova a squadre. La medaglia italiana é stata infatti frutto del suo talento che, dopo non averlo aiutato nella gara individuale, non lo ha tradito nel momento più drammatico della gara a squadre quando l'Italia stava sotto di due stoccate. A farne le spese é stato il grande campione come Stanislav Pozdniakov, cinque mondiali, un titolo olimpico e parecchie coppe del mondo alle spalle, che pure pensava di avere ormai in tasca la vittoria. Quando si é trovato avanti 44 a 42 e gli mancava soltanto l'ultima letale stoccata, il russo é stato inchiodato dal livornese. Qui si é compiuto il capolavoro di Montano, che é riuscito a pareggiare e poi gli ha piazzato un uno-due che ha fulminato il russo chiudendo l'ultima ripresa sul 45 a 44 per gli azzurri. (18/08/2008)
Pechino - Tre livornesi sono saliti sui gradini del podio olimpico a Pechino. Risultato complessivo: una medaglia d'oro, una d'argento e una di bronzo, la prima in una disciplina individuale, le altre due a squadre. Il risultato più eclatante l'ha colto Giulia Quintavalle, 25 anni, judoka di Rosignano, che si é aggiudicata la medaglia più preziosa nella categoria 57 chili di judo alle olimpiadi di Pechino. In finale l'atleta rosignanese nata a Livorno, in forza al gruppo sportivo della Guardia di Finanza ma cresciuta sportivamente a Livorno ed a Rosignano, ha nettamente sconfitto per 11 a 1 l'olandese Deborah Gravenstijn. La Quintavalle, che aveva superato al primo turno la tedesca Yvonne Boenisch, campionessa olimpica uscente, in semifinale ha eliminato l'australiana Maria Pekli, altra grande favorita della vigilia. Nonostante un fastidioso dolore al braccio, la Quintavalle si é imposta in finale con grande determinazione, risultando essere la prima donna a vincere l'oro nel judo e anche la prima atleta livornese a giungere prima in una gara olimpica, quasi un secolo dopo Nedo Nadi, che nel 1912 fu il primo livornese a vincere l'oro a Stoccolma. L'argento, invece, l'ha conquistato Luca Agamennoni nel canottaggio. Anche il suo é stato un grande successo. Il livornese é riuscito a migliorare il piazzamento di Atene, dove aveva conquistato il bronzo con l'equipaggio del Quattro senza. A Pechino gli azzurri hanno chiuso al secondo posto con il tempo di 5'43''57 alle spalle della Polonia, medaglia d'oro in 5'41''33. Il quartetto italiano, formato da Rossano Galtarossa, Simone Raineri e Simone Venier oltre che da Agamennoni, ha lottato per tutta la gara a ridosso dei tre volte campioni del mondo della Polonia e respingendo la prepotente serrata finale della Francia che ha conquistato il bronzo. E proprio il bronzo se l'é assicurato, invece, lo schermidore Aldo Montano facente parte della squadra italiana di sciabola che é riuscita a centrare il terzo gradino del podio. In Grecia, quattro anni fa, Montano festeggiò l'oro mostrando una bandiera amaranto con scritto 0586, il prefisso di Livorno. Questa volta non poteva farlo perchè le autoritá cinesi hanno vietato qualunque striscione, ma l'atleta livornese é riuscito comunque a ricordare la sua cittá nel momento dei festeggiamenti, scrivendo il prefisso di Livorno sul palmo delle mani e le ha mostrate in tivù. Il successo é stato ugualmente bello, anche se meno prestigioso, perchè inaspettato. Dopo la delusione del torneo individuale, infatti, Aldo é riuscito a strappare alla Russia praticamente da solo il bronzo nella prova a squadre. La medaglia italiana é stata infatti frutto del suo talento che, dopo non averlo aiutato nella gara individuale, non lo ha tradito nel momento più drammatico della gara a squadre quando l'Italia stava sotto di due stoccate. A farne le spese é stato il grande campione come Stanislav Pozdniakov, cinque mondiali, un titolo olimpico e parecchie coppe del mondo alle spalle, che pure pensava di avere ormai in tasca la vittoria. Quando si é trovato avanti 44 a 42 e gli mancava soltanto l'ultima letale stoccata, il russo é stato inchiodato dal livornese. Qui si é compiuto il capolavoro di Montano, che é riuscito a pareggiare e poi gli ha piazzato un uno-due che ha fulminato il russo chiudendo l'ultima ripresa sul 45 a 44 per gli azzurri. (18/08/2008)
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