Livorno - Dopo ben nove giorni trascorsi in stato di coma farmacologico provocato da un infarto rimediato ad Ostrava mentre stava facendo jogging, Pavel Srnicek, ex portiere del Newcastle e della Repubblica Ceca, si è dovuto arrendere al tiro più difficile: il cuore dell’attuale preparatore dei portieri dello Sparta Praga, oggi quarantasettenne, si è fermato nuovamente ponendo fine all’esistenza dell’ex atleta ceco.
Pavel Srnicek era nato nel 1968 ad Ostrava, nell’attuale Repubblica Ceca, e aveva principalmente legato la sua carriera di portiere alla Premier League e alla maglia bianconera del Newcastle, che aveva vestito in 101 occasioni, tra il 1991 e il 1998 e tra il 2006 e il 2007: oltre alla promozione in massima serie, quella squadra seppe conquistare due secondi posti e un terzo posto nell’arco di quattro campionati con Srnicek in porta (1993-1997).
In Italia, Pavel Srnicek è ricordato per aver trascorso, con alterne fortune, tre stagioni in maglia bresciana: arrivò, infatti, nell’estate del 2000, reduce da un Europeo in cui aveva potuto mettersi in mostra come portiere titolare della Nazionale della Repubblica Ceca e conquistò subito la maglia n. 1 della squadra allora allenata da Carlo Mazzone. Il Brescia, allora neo promosso in serie A, si classificò al settimo posto nella stagione 2000/2001, guadagnando il diritto di disputare (e vincere) la Coppa Intertoto, una competizione internazionale estiva che metteva in palio ulteriori posti nella Coppa Uefa di allora. Il buon rendimento che Luca Castellazzi, allora secondo di Srnicek, sfoderò in quella competizione, favorì il progressivo accantonamento del portiere ceco, che fu relegato ad un ruolo di assoluto comprimario nelle due stagioni successive: ormai trentaquattrenne, nel gennaio del 2003, Srnicek decise di accettare le lusinghe del Cosenza e di scendere in serie B, andando a difendere i pali della porta rossoblu, lui che soltanto sette anni prima aveva conquistato la medaglia d’argento agli Europei di Inghilterra nel 1996. L’esperienza di Srnicek, tuttavia, non fu sufficiente ad impedire la retrocessione in serie C1 della formazione calabrese e l’avventura italiana del portiere ceco si concluse mestamente.
Pavel Srnicek, ovviamente, non ha mai vestito la maglia del Livorno e non ha neanche mai disputato una partita sul rettangolo verde dello Stadio Armando Picchi; si è trovato di fronte gli amaranto, infatti, in una sola occasione: era il 17 maggio 2003 e il Livorno, allora allenato da Roberto Donadoni, era ospite del Cosenza di Antonio Sala, che schierava tra i pali proprio il portiere ceco.
Ci piace ricordare quella partita in una fase del campionato in cui il Livorno vive una profondissima crisi di risultati per riportare alla nostra memoria la storia di una squadra che, trovandosi in una situazione di oggettiva difficoltà, seppe tirarsi fuori e conquistare la salvezza con tre giornate d’anticipo. Reduce da un pareggio e tre sconfitte nel corso delle ultime quattro partite, il Livorno di Roberto Donadoni si presentò al “San Vito” di Cosenza per la 35a giornata del campionato di serie B con un margine di 7 punti sulla zona retrocessione, al cospetto di un avversario con l’acqua alla gola, che aveva un solo risultato a disposizione per poter continuare a sperare: la vittoria. Senza contare i giocatori di cui Donadoni non poté disporre in quell’occasione: Vanigli, Fanucci, Balleri, Saverino, Doga e Danilevicius.
Eppure il Livorno o, almeno, quel Livorno ce la fece. Quella squadra era un mix di giovani, affamati e di qualità, e meno giovani, accomunati da un fortissimo senso di appartenenza alla maglia amaranto: per tratteggiare i contorni di quella partita, basterebbe ricordare il debutto in maglia amaranto dal primo minuto di Giorgio Chiellini e il primo e unico gol di Mario Bortolazzi, su punizione dai venticinque metri, ma probabilmente si farebbe un torto ai vari Protti, Amelia, Melara e a tutti gli altri componenti di quella squadra che, a distanza di trentadue anni dalla precedente, regalò al Livorno una nuova permanenza in serie B.
I numeri del Livorno di oggi sono purtroppo ben diversi da quelli del Livorno di allora e i tre punti conquistati dalla squadra amaranto nelle ultime dieci partite hanno consegnato alla piazza labronica una fine d’anno piuttosto malinconica: augurare, pertanto, agli sportivi amaranto una salvezza matematica con tre giornate d’anticipo potrebbe rappresentare una professione di eccessivo ottimismo che non ci sentiamo di fare. Urge però un cambio di passo, anche graduale, da parte della squadra attualmente guidata da Bortolo Mutti, tecnico esperto che, più e più volte, si è trovato a gestire situazioni del genere. Un cambio di passo all’insegna del rispetto che i tifosi amaranto hanno per la loro maglia e per la loro storia centenaria e (perché no?) dell’amore per il proprio lavoro e della professionalità che calciatori come Bortolazzi e Srnicek seppero dimostrare anche in quella partita di ormai dodici anni fa.
Quel cambio di passo non possiamo non augurarlo al tecnico amaranto, alla squadra e, principalmente, a tutti i tifosi: che il 2016 possa far ritrovare a tutto il pianeta amaranto quella strada di casa che, almeno oggi, sembra smarrita.
Qui di seguito il tabellino di quella partita:
Cosenza – Livorno 0-2
Cosenza (4-3-3): Srnicek; Stankevicius, Oshadogan, Lanzaro, Sabato (1' st Piemontese); Bedin, Edusei, Tedesco; Casale (38' pt Tedoldi), Guidoni, Lentini. A disp.: Ripa; Parisi, Marco Aurelio, Brioschi, Cardinale. All.: A. Sala.
Livorno (3-5-2): Amelia; Perna, Cannarsa, Melara; Mezzanotti, Grauso (27' st Iannotti), Bortolazzi, Ciaramitaro, Chiellini; Protti, Biliotti (37' st Enyinnaya). A disp.: Aldegani; Del Tongo, Negri. All.: R. Donadoni.
Arbitro: Cruciani di Pesaro.
Reti: 39' pt Bortolazzi; 14' st Protti.
Note: spettatori 2.000. Ammoniti Guidoni, Lentini, Oshadogan, Mezzanotti, Grauso, Tedesco. Angoli 6-4 per il Cosenza.
Altre notizie - Altro Calcio
Altre notizie
- 18:40 Esciua sui Lucarelli: "Momento storico, sono commosso e felice"
- 14:48 Cristiano Lucarelli davanti ai tifosi: "Ogni energia per seguire il volere di Igor"
- 22:02 Mercato. Dionisi lascia il Livorno, non rientra nei piani Cristiano Lucarelli
- 21:52 Ale Lucarelli si presenta: "Porto esperienza ma anche la passione da tifoso"
- 20:24 La Curva Nord: "Sempre presenti ma la frattura con la società è insanabile, i Lucarelli non siano parafulmini"
- 20:16 LNB. La Pielle chiude il roster con l'esperto Lorenzo Tortù
- 08:34 Ceccarini nella terna dei finalisti al Premio nazionale Storie di Sport
- 11:30 Notte Bianca dello Sport a Livorno sabato 11 luglio con Gianni Rivera
- 10:18 Alessandro Lucarelli sarà il nuovo direttore sportivo del Livorno
- 23:35 Amaranta d’Estate, l’8 luglio la terza puntata con Bonatti e Martelli
- 15:21 Risoluzione consensuale tra Cristiano Lucarelli e la Pistoiese
- 12:41 Musica per le orecchie amaranto
- 12:38 LNB. Pielle ha firmato l'ex nazionale Brian Sacchetti
- 10:35 Livorno, raggiunto l'accordo tra Esciua e Lucarelli per la panchina amaranto
- 23:15 Livorno, ancora nessun accordo tra Esciua e Lucarelli
- 22:43 Mercato. Dionisi vicino a firmare per la Lucchese in Serie D
- 16:33 Triplo. Migliore prestazione mondiale dell'anno per Diaz, livornese di Cuba
- 16:22 Laudicino su Facebook: "Ho chiesto qualche giorno di riflessione"
- 23:02 Ex amaranto. Botrini lascia il Teramo e si lega al Renate fino al 2028
- 22:48 Laudicino lascia il Livorno e va a gestire il marketing del Grosseto
- 21:41 Per la panchina del Livorno crescono le quotazioni di Miramari, ex Forlì
- 17:59 Pielle, ora è ufficiale Tassinari, ha firmato un biennale
- 23:37 Il 1° luglio la seconda puntata di Amaranta d'Estate
- 15:17 Il piazzale davanti allo stadio d'Ardenza è largo Igor Protti, approvata la delibera
