Milano – La Serie A rinvia il suo verdetto più importante - l’assegnazione del titolo - all’ultima giornata. Perché il turno numero 37 vede completarsi il trittico delle retrocesse - perdendo a Napoli l’Atalanta dà l’addio alla Serie A per l’11.a volta nella sua storia (eguagliato il poco invidiabile record di Bari e Brescia), e dopo tre stagioni nelle quali, tra l’altro, aveva raccolto un ottavo e un nono posto. La formazione orobica ha "conquistato" la sua sesta sconfitta consecutiva in trasferta, e nel girone di ritorno ha ottenuto un solo punto esterno (0-0 a Catania alla 24.a giornata). Per ritrovare un successo esterno occorre tornare alla 13.a giornata - e a 13 trasferte fa -: allora fu 2-0 a Siena. Da quel momento l’Atalanta, lontano dalle mura amiche, ha conquistato appena due punti (per confronto, il Livorno, nello stesso intervallo di tempo, ne ha raccolti 5). L’Inter e la Roma, invece, si giocheranno le ultime chance di tricolore, rispettivamente, a Siena e a Verona. In caso di arrivo alla pari (X per la capolista, vittoria giallorossa), lo scudetto andrebbe nella capitale per il vantaggio negli scontri diretti. I nerazzurri, oltre che al tricolore, puntano però ad eguagliare anche il record stagionale di vittorie consecutive, cinque (come era già capitato tra la 7.a e l’11.a giornata). Resta, in realtà, aperto virtualmente anche il discorso per il quarto posto in Champions league, quello che porta ai preliminari. Dopo lo scontro diretto la Sampdoria conserva due punti di vantaggio sul Palermo: i blucerchiati all’ultima giornata dovranno battere il Napoli (in cerca del suo terzo successo consecutivo, record stagionale da eguagliare) o sperare che i siciliani non vadano oltre il pareggio contro l’Atalanta per essere sicuri di essere qualificati. Il Milan, invece, è già certo del terzo posto per via del migliore rendimento proprio contro la Sampdoria nonostante un periodo non proprio roseo: 9 punti in 9 giornate, una media da zona retrocessione (2V, 3N, 4P): era già capitato, ai rossoneri, nella fase iniziale del torneo, ma in 7 partite (2V, 3N, 2P). Impietoso anche il confronto tra questa fase della stagione rossonera e il rendimento tra la 10.a e la 18.a giornata: 7V, 1N, 1P per un totale di 22 punti conquistati. Tra le note di squadra spicca il 47.o punto del Bari, che migliora così il suo record assoluto (era di 44 punti nel campionato 1994/95, a 18 squadre). Il prossimo avversario sarà la Fiorentina, in cerca di riscatto dopo il pareggio interno con il Siena: la vittoria viola manca ormai da sei giornate. Nell’Udinese fa festa grande Antonio Di Natale: non solo supera quota 100 gol in Serie A, ma con la doppietta realizzata contro il Bari supera anche lo storico record di Oliver Bierhoff (26 gol nell’anno 1997/98). Il Bologna, con il pareggio interno con il Catania, infila la quarta partita utile consecutiva (dopo 5 sconfitte filate), ma subisce gol sistematicamente da ormai 13 turni. Il prossimo avversario dei felsinei sarà il Cagliari, che non vince ormai da 12 giornate (5N, 7P). Da segnalare un obiettivo storico per il Catania: battendo il Genoa, domenica prossima, stabilirebbe il proprio record assoluto di punti in Serie A (che è di 43 punti: un pareggio lo eguaglierebbe). Trentatré le reti di giornata, che portano il totale a 968. Quattro i rigori calciati, di cui solo tre trasformati: l’errore è di Barreto. Si tratta del quinto penalty sbagliato dal Bari, e del quarto errore proprio di Barreto. Il totale dei tiri dal dischetto sbagliati sale così a 28.
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