Milano - Che le ultime giornate di campionato in Italia non brillino di regolarità è un dato acclarato e il turno che si è appena concluso è l'ennesimo capitolo di questa brutta storia. Ad aprire le danze ci ha pensato la Roma che, mollati gli ormeggi, ha pensato bene di farsi prendere a pallonate dal Catania. Il clamoroso 4-1 finale per gli etnei lascia spazio all'inevitabile fiume di cattiverie, malignità e sospetti. La squadra di Garcia (che pure aveva fatto il censore nei confronti di Sassuolo e Livorno ree di non aver giocato, a suo dire, al massimo contro la Juve) ha così regalato alla squadra di Conte, poi vittoriosa 1-0 contro l'Atalanta, la certezza aritmetica del suo terzo scudetto consecutivo prima di scendere in campo. Un modo decisamente mesto per abbandonare la lotta scudetto.

Ma se la Roma ha fatto una brutta figura la Fiorentina è riuscita a fare decisamente di peggio facendosi travolgere al "Franchi" dal Sassuolo dello scatenato Berardi. I neroverdi chiudono il primo tempo avanti di tre gol con i viola semplicemente non pervenuti. E anche qui le malignità si sprecano. Il ritorno in partita di Cuadrado e compagni, la rete d'ordinanza di Pepito Rossi per convincere Prandelli a portarlo in Brasile, la testa ancora alla drammatica finale di Coppa Italia persa sabato sera contro il Napoli. Il punteggio finale (3-4) con tanti gol scatena altri brutti pensieri. Uno scenario prevedibile ma non per questo meno squalllido. Da una società che si è sempre fatta vanto di stile e fair play ci si aspettava ben altro atteggiamento. Ma tant'è.

Chi invece ha onorato il torneo fino alla fine è stata l'Udinese che ha rifilato cinque reti a un Livorno a dir poco imbarazzante che ormai ha più di un piede e mezzo in cadetteria. Bene anche il Milan che vince il derby contro un'Inter senza nerbo. L'Europa League che sembrava salda ora traballa come la panchina di Mazzarri. Thohir non ha gradito il ko e la mancata passerella a Zanetti (era la sua ultima stracittadina, una cattiveria non farlo entrare) ha fatto scendere ai minimi storici il feeling del tecnico di San Vincenzo con una piazza che, va detto, non l'ha mai amato.

A ridosso dei nerazzurri oltre ai cugini incombono Toro (1-0 al sempre più pericolante Chievo) e Parma (2-0 alla Samp). Nello scontro diretto dell'Olimpico pari rocambolesco (3-3) tra Lazio e Verona. Un punto per parte che non serve a nessuno e che forse taglia fuori dalla corsa per l'Europa biancocelesti e gialloblu. Perde forse un'occasione d'oro anche il Bologna che a Marassi contro il tranquillo Genoa non va oltre uno striminzito 0-0.

Nell'ultimo posticipo il Napoli, fresco vincitore della Coppa Italia, ha battuto 3-0 il Cagliari ma al San Paolo voglia di festeggiare ce n'era davvero poca. Il cuore e la testa erano infatti tutti per Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ferito da un colpo di pistola durante gli scontri tra ultras romanisti e partenopei prima della finale e che in queste ore sta lottando contro la morte.

Tutta Italia sta tifando per te. Forza Ciro.

Sezione: Altro Calcio / Data: Mer 07 maggio 2014 alle 08:30
Autore: Luca Aprea / Twitter: @Cafeponci
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