Livorno - L'Italia non ha brillato ai campionati d'Europa tuttora in corso in Austria e Svizzera. Anzi, l'eliminazione subita ad opera della Spagna può perfino dirsi giusta, in qualche modo, fermo restando che anche le furie rosse di Luis Aragones non hanno entusiasmato. In primis perchè, nonostante fosse capitata in un girone che alla fine non si é certo rivelato di ferro, l'Italia non é riuscita ad arrivare in semifinale, obiettivo minimo, o quasi, per una squadra come la Nazionale azzurra. In secondo luogo perchè l'Italia ha vinto una sola partita su quattro giocate e le reti segnate nel corso dei novanta minuti regolamentari sono state siglate da difensori o centrocampisti ma non da attaccanti, a dimostrazione dell'inconsistenza della prima linea italiana, contraddistinta da punte troppo inconsistenti, a cominciare da Luca Toni. Inoltre il commissario tecnico Roberto Donadoni, che pure aveva sperimentato molti giovani e giocatori interessanti in questi due anni, ha puntato sull'ossatura della Nazionale campione del mondo in Germania, due anni fa, agli ordini di Marcello Lippi. Come si vede, dunque, motivi di critica alla Nazionale azzurra e al suo condottiero Donadoni, che fu allenatore del Livorno, ce ne sono. Eccome. Ma nonostante ciò crediamo che mandare all'aria un percorso iniziato, e voltare le spalle a un allenatore forse ancora giovane e non troppo scafato ma comunque bravo sul piano tecnico, solo e soltanto perchè l'Italia é stata eliminata ai rigori sarebbe una scelta infantile, autolesionistica, fin troppo italiana. Gli ultimi campionati del mondo e anche l'ultima Champions league, ad esempio, sono state decise allo stesso modo, ai rigori, e Raymond
Domenech che fu sconfitto dall'Italia di Lippi ai mondiali di Germania, tanto per fare un esempio, lo abbiamo visto ancora sulla panchina della Francia. Per quanto riguarda questi europei, senza con questo voler trovare particolari giustificazioni, va tuttavia detto che, rispetto all'Italia di Lippi, questa ha dovuto fare a meno di Francesco Totti e del suo capitano Fabio Cannavaro, il primo perchè uscito per sua stessa scelta dal giro della Nazionale e al momento indisponibile dopo l'infortunio patito in campionato contro il Livorno, il secondo infortunatosi nel ritiro azzurro di Baden. A queste indisponibilitá, poi, va aggiunta quella di Michele Barzagli, anche lui out nel corso degli europei. Ed é chiaro che assenze del genere, nel complesso, si fanno sentire. Per quanto riguarda la partita con la Spagna, invece, c'é da fare un discorso a parte. La Spagna aveva paura dell'Italia e l'Italia non ha fatto niente per aumentare questa paura, anzi col passare dei minuti, nel corso di quella gara, ha dato l'impressione di rassicurare i rivali, iniziando ad impaurirsi essa stessa. Con un attacco così poco velenoso, poi, forse l'Italia non avrebbe segnato nemmeno al millesimo minuto e la Spagna é stata anzi maldestra a non averlo capito. L'uscita di Fernando Torres é uno di quei misteri che può essere spiegato solo col fatto che Aragones, al pari di Donadoni, é stato forse sopraffatto dalla paura e come Donadoni, che ha tolto Antonio Cassano, anche lui ha levato dal campo il migliore della sua squadra. La conseguenza di tutto é che dalla spedizione in Austria e Svizzera il calcio italiano deve trarre due lezioni. La prima é che deve sostanzialmente ringiovanirsi visto continuando su questa strada perchè ai mondiali del 2010 in calendario in Sudafrica, se non ci sará un ringiovanimento, gli ultra trentenni saranno in larga maggioranza. Da salvare c'é ovviamente Gigi Buffon, che resta il numero uno d'Italia e forse del mondo, e c'é anche il livornese Giorgio Chiellini, cuore amaranto, ormai maturo per ricoprire in pianta stabile il ruolo di difensore centrale della Nazionale italiana. Con lui, inoltre, c'é Daniele De Rossi, figlio dell'indimenticabile Alberto che giocò nel centrocampo del Livorno negli anni Ottanta, che in questi europei é stato maltrattato all'inizio, ma poi ha mostrato di avere carattere, temperamento e statura da leader. Oltre a Buffon, Chiellini e De Rossi, in questi due anni che ci separano dal mondiale sudafricano, ci sono altri giovani su cui é doveroso, oggi, pensare di impostare la squadra. Uno di questo lo abbiamo intravisto agli europei e si chiama Alberto Aquilani, un altro é Mario Balotelli ed é un ragazzo che nel 2010 non avrá ancora vent'anni ma giá adesso é considerato uno dei più promettenti attaccanti del mondo. Accanto a lui, poi, c'é Giuseppe Rossi, uno che ha giá esperienza internazionale e che solo in Italia non é convocato. Il tutto condito dalla presenza di un fuoriclasse del calibro di Cassano, croce e delizia, puro talento, al quale é doveroso trovare un ruolo e un posto fisso in Nazionale. Chi sará il tecnico che potrá guidare questi ragazzi in Sudafrica, al momento non é facile da dire. L'eliminazione patita agli europei, con ogni probabilitá, costerá il posto a Donadoni. Il presidente della Federcalcio, Luigi Abete, aspettava solo un pretesto per mettere alla porta l'ex tecnico del Livorno e quasi certamente lo fará. In questo modo fará felice Franco Carraro, del quale per tanti anni é stato il vice, un vice che quando scoppiava lo scandalo di Calciopoli non vedeva, non sapeva, non sentiva, e tutti coloro che credono di risolvere i problemi del calcio cacciando un allenatore. Un allenatore, sia chiaro, che ha delle responsabilitá, come detto. Ma che é ancora a metá dell'opera. L'Italia ha deluso in questi europei, Donadoni ha commesso alcuni errori, ma se si riesce a capire i motivi della delusione e degli errori, piuttosto che fare scelte avventate, non sará troppo difficile programmare il futuro. Se poi non si vuole conferma Donadoni, si volti pure pagina. Ma allora se ne cerchi uno che abbia un futuro piuttosto che un passato anche illustre. (Tony Faini).
Sezione: Calcio / Data: Lun 23 giugno 2008 alle 17:05
Autore: Marco
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