Ercole De Santi
Milano - Un'intera giornata di assemblee e controassemblee dei presidenti e dei massimi dirigenti della serie A per non decidere nulla, con lo spettro dei problemi finanziari della serie B che incombe di sempre più, mentre si fa più vicina la sostituzione della legge Melandri Gentiloni sui diritti televisivi collettivi con un altro testo, forse più penalizzante per la Cadetteria. E' questo il magro bottino della riunione dei presidenti della massima divisione nazionale che si svolto martedì 1° luglio nei locali della Lega calcio di Milano, dove non si sono prese decisioni ne' sulla questione della mutualitá con la serie B ne' sull'advisor per la vendita dei diritti televisivi. L'amministratore delegato della Sampdoria, Beppe Marotta, al termine della riunione ha spiegato: "Oggi abbiamo parlato tantissimo della serie B, dello stato di difficoltá della categoria e di un atto di sensibilitá". Con tutto ciò, ha aggiunto: "Però, con tutto il rispetto per la B, non riuscendo a stimare i diritti collettivi, non possiamo tramutare questa nostra disponibilitá in una cifra concreta". Questo anche perchè secondo Marotta "non é possibile fare stime perchè gli highlights non hanno un valore ben definito". Ma poi lo stesso dirigente doriano ha chiarito: "La serie B vuole risposte immediate che non possiamo dare prima di un'analisi approfondita che troverá la sua definizione al minimo fra un mese". A sentire Marotta, dunque, allo stato attuale non é possibile prendere alcuna decisione sulla mutualitá. Ma la serie B, che ha sempre più l'acqua alla gola, chiede a gran voce una somma di almeno 95 milioni. Che la sorella maggiore, la serie A, non sembra così propensa a dare. Povera Cadetteria, dunque, un tempo serbatoio di giovani campioni, oggi sempre più destinata a recitare un ruolo secondario e subalterno. Sulla questione dell'advisor, poi, Marotta ha spiegato che "bisogna arrivare a una definizione del ruolo di questo strumento nel rispetto della legge" ed "é una situazione che affronteranno in consiglio e porteranno poi in assemblea". Tradotto, significa che l'altolá imposto dal presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, forse ha rimesso tutto in discussione anche per ciò che riguarda i diritti televisivi e la parte che può arrivare alla serie B dalla cessione di essi. Il "no" del numero uno bianconero era stato evidenziato in una lettera indirizzata al presidente della Lega, Antonio Matarrese, in cui era stato ipotizzato anche il ricorso al tribunale. Questo perchè la Juventus é contraria alla nomina di "un advisor per i diritti che di fatto diventa un intermediario". Ciò non rispetterebbe, sempre secondo la Juventus, il dettato della "legge e dalla procedure da essa dettate". Insomma, tutto ciò evidenzia un solo fatto che sembrerebbe inequivocabile. Dopo il ricorso alla Commissione europea di Sky dei mesi scorsi, siamo forse alla battaglia finale in vista della possibile eliminazione della legge Melandri Gentiloni, che potrá essere disposta dal governo e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene. Si rischia un pericoloso ritorno all'antico, ossia a quella contrattazione soggettiva dei diritti televisivi che ha favorito Milan, Inter e Juventus e ha posto le premesse per l'impoverimento e il dissesto di tante gloriose societá di calcio come Napoli, Torino, Fiorentina, Venezia, Ancona e tante altre. Forse le parole del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega allo sport, Rocco Crimi, che aveva finalmente riconosciuto l'importanza di un'equa ripartizione dei diritti, potrebbero cadere nel vuoto. Speriamo che non sia così. Ma la strada, se non imboccata, sembra quantomeno tracciata. Eppure il calcio é un sistema mutualistico, dove ogni squadra ha bisogno delle altre. La serie B non può fare a meno della serie A e viceversa. Anche la massima divisione ha bisogno della cadetteria. Il fatto che la B non riesca a vendere i propri diritti televisivi é un danno per tutto il sistema calcio. Conforta il fatto che perfino negli Stati Uniti, che é la patria del capitalismo, il sistema mutualistico é applicato dalle leghe degli sport professionistici. Non può dunque essere abbandonato in Italia, ora che si era reintrodotto dopo tanti anni, dove la rivalitá del campanile é fondamentale e non può essere sostituita solo e soltanto dal libero mercato e dal concetto che il pesce grande mangia tutto e non solo quelli piccoli. Il rischio é che il sistema collassi. Ma forse tutto questo sfugge ai signori del pallone, che se ne fregano della serie B e in definitiva sembrano suonare l'orchestra mentre il Titanic affonda. (08/07/2008)
Milano - Un'intera giornata di assemblee e controassemblee dei presidenti e dei massimi dirigenti della serie A per non decidere nulla, con lo spettro dei problemi finanziari della serie B che incombe di sempre più, mentre si fa più vicina la sostituzione della legge Melandri Gentiloni sui diritti televisivi collettivi con un altro testo, forse più penalizzante per la Cadetteria. E' questo il magro bottino della riunione dei presidenti della massima divisione nazionale che si svolto martedì 1° luglio nei locali della Lega calcio di Milano, dove non si sono prese decisioni ne' sulla questione della mutualitá con la serie B ne' sull'advisor per la vendita dei diritti televisivi. L'amministratore delegato della Sampdoria, Beppe Marotta, al termine della riunione ha spiegato: "Oggi abbiamo parlato tantissimo della serie B, dello stato di difficoltá della categoria e di un atto di sensibilitá". Con tutto ciò, ha aggiunto: "Però, con tutto il rispetto per la B, non riuscendo a stimare i diritti collettivi, non possiamo tramutare questa nostra disponibilitá in una cifra concreta". Questo anche perchè secondo Marotta "non é possibile fare stime perchè gli highlights non hanno un valore ben definito". Ma poi lo stesso dirigente doriano ha chiarito: "La serie B vuole risposte immediate che non possiamo dare prima di un'analisi approfondita che troverá la sua definizione al minimo fra un mese". A sentire Marotta, dunque, allo stato attuale non é possibile prendere alcuna decisione sulla mutualitá. Ma la serie B, che ha sempre più l'acqua alla gola, chiede a gran voce una somma di almeno 95 milioni. Che la sorella maggiore, la serie A, non sembra così propensa a dare. Povera Cadetteria, dunque, un tempo serbatoio di giovani campioni, oggi sempre più destinata a recitare un ruolo secondario e subalterno. Sulla questione dell'advisor, poi, Marotta ha spiegato che "bisogna arrivare a una definizione del ruolo di questo strumento nel rispetto della legge" ed "é una situazione che affronteranno in consiglio e porteranno poi in assemblea". Tradotto, significa che l'altolá imposto dal presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli, forse ha rimesso tutto in discussione anche per ciò che riguarda i diritti televisivi e la parte che può arrivare alla serie B dalla cessione di essi. Il "no" del numero uno bianconero era stato evidenziato in una lettera indirizzata al presidente della Lega, Antonio Matarrese, in cui era stato ipotizzato anche il ricorso al tribunale. Questo perchè la Juventus é contraria alla nomina di "un advisor per i diritti che di fatto diventa un intermediario". Ciò non rispetterebbe, sempre secondo la Juventus, il dettato della "legge e dalla procedure da essa dettate". Insomma, tutto ciò evidenzia un solo fatto che sembrerebbe inequivocabile. Dopo il ricorso alla Commissione europea di Sky dei mesi scorsi, siamo forse alla battaglia finale in vista della possibile eliminazione della legge Melandri Gentiloni, che potrá essere disposta dal governo e dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene. Si rischia un pericoloso ritorno all'antico, ossia a quella contrattazione soggettiva dei diritti televisivi che ha favorito Milan, Inter e Juventus e ha posto le premesse per l'impoverimento e il dissesto di tante gloriose societá di calcio come Napoli, Torino, Fiorentina, Venezia, Ancona e tante altre. Forse le parole del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri con delega allo sport, Rocco Crimi, che aveva finalmente riconosciuto l'importanza di un'equa ripartizione dei diritti, potrebbero cadere nel vuoto. Speriamo che non sia così. Ma la strada, se non imboccata, sembra quantomeno tracciata. Eppure il calcio é un sistema mutualistico, dove ogni squadra ha bisogno delle altre. La serie B non può fare a meno della serie A e viceversa. Anche la massima divisione ha bisogno della cadetteria. Il fatto che la B non riesca a vendere i propri diritti televisivi é un danno per tutto il sistema calcio. Conforta il fatto che perfino negli Stati Uniti, che é la patria del capitalismo, il sistema mutualistico é applicato dalle leghe degli sport professionistici. Non può dunque essere abbandonato in Italia, ora che si era reintrodotto dopo tanti anni, dove la rivalitá del campanile é fondamentale e non può essere sostituita solo e soltanto dal libero mercato e dal concetto che il pesce grande mangia tutto e non solo quelli piccoli. Il rischio é che il sistema collassi. Ma forse tutto questo sfugge ai signori del pallone, che se ne fregano della serie B e in definitiva sembrano suonare l'orchestra mentre il Titanic affonda. (08/07/2008)
Altre notizie - Altro Calcio
Altre notizie
Venerdì 17 lug
Giovedì 16 lug
- 21:24 Largo Igor Protti, sbloccato l'iter burocratico per l'intitolazione
- 21:12 Mercato. Noce non rinnova con il Livorno, è destinato al Savoia
- 20:38 LNB. Pielle inserita nel girone B con tutte le toscane
Mercoledì 15 lug
- 23:40 Largo Igor Protti, il sindaco Salvetti: "Incredulità e amarezza"
- 22:23 Largo Igor Protti, il prefetto Dionisi: "Nessuna bocciatura, abbiamo solo rispettato la legge"
- 22:23 Stop a largo Igor Protti, la Nord convoca un presidio di protesta: "Vergognoso"
- 21:40 Largo Igor Protti, il prefetto Dionisi chiede approfondimenti sull'intitolazione
- 20:29 L'8 agosto al Picchi il Livorno chiuderà il precampionato con l'Empoli
- 20:16 Livorno, Magma sponsor tecnico per le prossime tre stagioni
Martedì 14 lug
- 22:56 Amaranta d’Estate, il 15 luglio la quarta puntata con Carruezzo
- 22:39 Mercato. Ghezzi lascia Livorno e approda alla Giana Erminio
Lunedì 13 lug
- 23:48 Mercato. Bacciardi torna in amaranto, la firma nelle prossime ore
- 19:40 Dionisi si rivolge a Livorno: "Felice di aver fatto parte della vostra storia"
- 17:32 Venturato saluta Livorno: "Fiero dei risultati, è stato un viaggio bellissimo"
Domenica 12 lug
Sabato 11 lug
- 18:40 Esciua sui Lucarelli: "Momento storico, sono commosso e felice"
- 14:48 Cristiano Lucarelli davanti ai tifosi: "Ogni energia per seguire il volere di Igor"
Venerdì 10 lug
- 22:02 Mercato. Dionisi lascia il Livorno, non rientra nei piani Cristiano Lucarelli
- 21:52 Ale Lucarelli si presenta: "Porto esperienza ma anche la passione da tifoso"
- 20:24 La Curva Nord: "Sempre presenti ma la frattura con la società è insanabile, i Lucarelli non siano parafulmini"
- 20:16 LNB. La Pielle chiude il roster con l'esperto Lorenzo Tortù
- 08:34 Ceccarini nella terna dei finalisti al Premio nazionale Storie di Sport
Giovedì 09 lug
Mercoledì 08 lug
- 11:30 Notte Bianca dello Sport a Livorno sabato 11 luglio con Gianni Rivera
- 10:18 Alessandro Lucarelli sarà il nuovo direttore sportivo del Livorno
Martedì 07 lug
