Livorno - Nel tardo pomeriggio di ieri, 17 giugno, al campo sportivo dell'Armando Picchi in Banditella è stato premiato, con la Triglia amaranto, l'allenatore della Juventus, Massimiliano Allegri, livornese doc, nostro fiore all'occhiello di mister, che in questi giorni sta svolgendo, proprio in Banditella, il Camp da lui creato per un'iniziativa benefica.
Allegri è stato premiato dal presidente provinciale dell’Aia, Pino Burroni, per il lavoro svolto con grande successo a capo della Juventus, con cui è riuscito a conquistare lo scudetto e la Coppa Italia, mancando di un soffio l’impresa di un fantastico Triplete fermato solo da un grandissimo e fortissimo Barcellona nella finale di Champions League.
Allegri si è dimostrato una persona umile confrontandosi con la platea, rispondendo alle domande con grande disinvoltura e soffermandosi sul fatto che nella vita calcistica si affrontano tonfi, cali, sconfitte e delusioni, ma solo riuscendo a guadagnarsi la fiducia e la lealtà dei giocatori, offrendo loro per primi la propria, si possono avere dei successi, perché questa è la base per creare le grandi imprese. Solo sbaragliando il campo, rivoltando come un guanto le logiche, le tattiche e gli aspetti psicologici degli allenamenti, ha detto Allegri, si riesce a creare quella magia che fa crescere una squadra sia dal punto di vista calcistico che da quello umano.
Ascoltare i suoi pensieri e consigli, che riguardano anche i ragazzi più piccoli, si comprende che egli, Massimiliano Allegri, non ha mai smesso di credere che il gioco sano e pulito, generoso, alla fine rende. Si è soffermato a dire ai ragazzi più giovani, a quelli che arrivano al professionismo, di ricordarsi sempre chi sono e da dove vengono. Ciò è utile per sentirsi proiettati in un campo di calcio.

 

 

 

Sezione: Altro Calcio / Data: Gio 18 giugno 2015 alle 23:14
Autore: Andrea Ciaponi / Twitter: @amarantanews
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