Livorno - Anche ieri sera ci è parso di vedere un Livorno diverso, scarico nella testa e nelle gambe, stanco; un Livorno più simile a quello dello scorso anno, lontano parente della meravigliosa creatura forgiata dalle attente e amorevoli cure di mister Nicola. Certo, la fortuna si sta accanendo contro gli amaranto, che si trovano mutilati dagli infortuni di uomini imprescindibili, ma il sogno non può finire proprio ora, sul più bello, non proprio ora che il momento è decisivo. Questo è il momento di accelerare e non di fermarsi. E sia Empoli che Modena erano comunque squadre alla portata, squadre contro le quali strappare almeno due pareggi era assolutamente obbligatorio. Ora serve una reazione forte, chiara, un messaggio anche per le altre concorrenti. Gli amaranto dovranno vendere cara la pelle. Dalla prossima partita col Cittadella rivogliamo vedere in campo il nostro bel Livorno, una squadra che ci ha fatto innamorare, una squadra che, parafrasando lo splendido inno amaranto, ci ha reso sino ad ora baldi e fieri.

 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 17 febbraio 2013 alle 22:10
Autore: David Mosseri
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