Livorno – Un regalo di Tommasi ha condizionato una partita che il Verona ha legittimato nel secondo tempo, ma solo in parte, dopo che il Livorno, nella prima frazione di gioco, aveva fatto tremare l’Hellas. Il regalo è il rigore concesso dall’arbitro di Bassano del Grappa in una circostanza alquanto dubbia. La sfera aveva difatti già superato sia Toni che Schiattarelle e la massima punizione accordata ai padroni di casa è sembrata a molti addetti ai lavori, non solo locali, un vero e proprio regalo. Peccato. Veramente peccato non solo perché il risultato di parità, a ben vedere, sarebbe stato il risultato più giusto, ma anche perché errori come quello di Tommasi non fanno bene a chi ancora, nonostante tutto, si aspetta di vivere attraverso il calcio uno spettacolo in cui vince chi sul campo merita davvero di più e non chi riceve l'aiuto più grande.
Per il resto, c’è da dire che, quando sono entrati in campo Duncan ed Emeghara, Nicola era forse convinto di poter contenere senza particolari affanni i gialloblù. Purtroppo, come detto, il regalo di Tommasi ha determinato la vittoria del Verona Hellas, che forse avrebbe potuto prevalere ugualmente, ma con le proprie forze. Con tutto ciò va detto che, al momento delle sostituzioni, gli amaranto erano comunque già in riserva e non avevano più le energie del primo tempo. Ed è anche per questo, va detto, che il Livorno, alla fine, ha dovuto alzare bandiera bianca, non solo per il penalty che non c'era, o almeno era molto dubbio.
Rimane insomma l’amaro in bocca per alcune decisioni arbitrali dal sapore casalingo, come la mancata espulsione di Halfredsonn su cui Tommasi ha sorvolato. Però, nel complesso, il Livorno è calato nella seconda parte della gara e questo ha contato sull'epilogo del match, anche se per lunghi tratti ha fatto vedere che c’è. E questa è la cosa più importante.
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