Livorno - Nei giorni scorsi è stato presentato il giornale on-line promosso dal Comune di Livorno con il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, riservato alle scuole cittadine ed intitolato alla memoria di Luciano De Majo, brava persona ed ottimo collega, prematuramente scomparso due anni fa.
Il percorso, secondo quanto si legge in una nota stampa del Comune, è stato avviato nello scorso mese di ottobre e rappresenterebbe la prima esperienza di questo tipo in Toscana. Ma nulla dice, quel comunicato, delle eventuali esposizioni economiche che hanno consentito la realizzazione di tal progetto e dei criteri adottati per realizzarlo. In ogni caso, esso coinvolge cinque istituti superiori, vale a dire liceo scientifico Enriques, liceo Palli Niccolini, istituto Buontalenti Orlando Cappellini, istituto Vespucci Colombo ed istituto tecnico Galilei, e vede il coinvolgimento solo di alcune testate cittadine, scelte non si sa come.

Il Comune, sempre secondo quanto si legge, avrebbe fornito il software con assistenza tecnica iniziale e un progetto grafico elaborato da una ditta specializzata. Inoltre si sarebbe attivato, anzi si è attivato, con il Tirreno, la Nazione e Qui Livorno affinché queste testate individuassero dei tutor da affiancare ai ragazzi nell’impostazione e nella definizione del portale, mentre l’emittente Granducato Tv ha dato la sua disponibilità nel prestare assistenza all’uso dei mezzi audiovisivi per tutte e cinque le scuole.

L’iniziativa è senz’altro bella, lodevole, utile. Si tratta infatti di un’attività didattica che, se ben realizzata, potrà aprire nuove frontiere nel campo dell’informazione e della cultura cittadina. Peccato, però, che la sua realizzazione presenti degli aspetti non chiari, da approfondire, almeno per quel che riguarda l’individuazione dei soggetti interlocutori e dell’eventuale esborso di denaro pubblico. Il Comune, che è di tutti, deve infatti essere sempre imparziale quando organizza e realizza qualcosa. Ma in questo caso, onestamente, viene il dubbio che questa trasparenza non ci sia stata!

Nel dicembre scorso, dopo esser venuti casualmente a sapere dell’esistenza di un progetto finalizzato alla realizzazione di un giornale on-line da e per le scuole livornesi, quattro testate cittadine, ovvero Amaranta, Costa Ovest, il Gazzettino di Livorno ed Ognisette, hanno chiesto all’assessore alle Culture del Comune di Livorno, Mario Tredici, giornalista ex Tirreno, di chiarire quali sono stati i criteri per l’individuazione delle testate designate ad indicare i tutor ed eventualmente come sono stati spesi i soldi pubblici.

Per l’esattezza, a dicembre, abbiamo scoperto che alcune testate che operano in città, cioè Tirreno, Nazione, Qui Livorno e Granducato Tv, erano state scelte dall’assessorato alle Culture per realizzare un portale destinato alle scuole. Non comprendendo i contorni del progetto, ma stentando a credere che un’iniziativa del genere sia stata avviata al di fuori di ogni più elementare regola di trasparenza, personalmente in qualità di direttore di Amaranta e Costa Ovest, Francesco Caprina come direttore di Ognisette e Fabio Giorgi come responsabile del Gazzettino di Livorno, in data 28 dicembre abbiamo inviato una mail a Tredici per chiedergli se davvero era in essere un progetto del genere, se davvero coinvolgeva alcune testate giornalistiche ed altre no, quali erano stati i criteri adottati per la scelta delle testate, se eventualmente era stato impegnato del denaro pubblico, e così via, fino a chiedersi e chiedere se c’era stato il coinvolgimento dell’Ordine dei giornalisti e dell’Ufficio scolastico provinciale di Livorno.

Dall’assessore Tredici, che è un collega, ci aspettavamo una risposta. Gli abbiamo anche ricordato, in quella lettera, che le nostre quattro testate, che producono un’importante quota d’informazione, hanno complessivamente decine di migliaia di lettori ed utenti al giorno, oltre che specifiche professionalità al loro interno.

Purtroppo, come detto, neanche una riga è arrivata a fugare i nostri dubbi e le nostre perplessità. Che, sia chiaro, sono legittime, al di là del fatto che siano fondate o meno. Un chiarimento ci era dovuto.

Il comunicato stampa di questi giorni, è vero, alcuni punti li chiarisce. Ad esempio, ora sappiamo con certezza che il portale è promosso dal Comune di Livorno, con il patrocinio e la compartecipazione dell’Ordine dei giornalisti della Toscana, che esso è diretto da Enrico Paradisi, un giovane professionista che mosse i primi passi con Amaranta e che in seguito ha lavorato al Corriere di Livorno, ed altro ancora. Inoltre si apprende, e questo fa sincero piacere, che i ragazzi dell’istituto Vespucci Colombo sono i primi ad aver attivato il giornale on-line, sotto il tutoraggio di Fausto Cruschelli della Nazione e il coordinamento della professoressa Elena Lorenzini, giornalista pubblicista, affiancata dai docenti Riccardo Benvenuti e Massimo Ghirlanda.

Tutto bello, dunque, tutto molto positivo. Ma tutto, in verità, anche per niente risolutivo. Rimangono infatti intatte l’amarezza e la sorpresa di dover constatare, ancora una volta, che in questa città, anche quando si hanno delle ottime idee, idee d’avanguardia, non si riesce a realizzarle per bene, con chiarezza, senza dover far venire il dubbio a chi non viene coinvolto, e forse ne avrebbe titolo, che siano stati utilizzate strutture e risorse pubbliche al di fuori delle dovute regole di trasparenza. Perché l’assessore Tredici non ha mai risposto alla nostra mail di dicembre? Le domande ed i dubbi posti rimangono aperti. Quali criteri sono stati adottati per la scelta dei soggetti interlocutori? Come si sono scelti i giornalisti? Come tutto il resto? Vi è stato o no esborso di denaro pubblico?

Sezione: Editoriale / Data: Sab 30 marzo 2013 alle 22:15
Autore: Marco Ceccarini
vedi letture