Livorno - Estate, tempo di riflessioni. La pallacanestro di Livorno si interroga sul suo futuro: il Don Bosco, dopo una brillante salvezza conquistata anche in anticipo rispetto alle giornate della DnB, è tuttora senza un progetto importante. Ogni promessa che la città, tramite la sua amministrazione comunale, ha espresso in termini di progetti e sponsor, è miseramente fallita, tranne quella dell'iscrizione in Divisione nazionale B l'anno scorso. Il Don Bosco, nella stagione appena conclusa, è stato infatti il club cittadino che ha militato nella serie sportiva di grado più elevato del campionato italiano, la vecchia B2, la più alta la città, evidentemente, poteva permettersi. Un po' poco per una città come Livorno. Un po' poco per una piazza che ha visto veramente di tutto: da campioni americani di prima grandezza (Jeelani, Addison, Alexis, Richardson e Bell per citarne alcuni) a ragazzi che sono partiti da qua e sono diventati campioni in altre società e hanno vinto titoli e trofei internazionali (penso ai vari Giachetti, Bulleri, Fantozzi per citarne qualcuno). Una piazza che ha sempre avuto passione per squadre operaie che lottavano, che facevano divertire ed avevano dei simboli che potevano accendere l'immaginario del tifoso. Adesso tutto tace, la società del Don Bosco si è iscritta al prossimo campionato, magari con le stesse velleità di salvezza di questo appena trascorso e con lo spirito di conservare il nome di Livorno nel basket che conta: almeno questo è il livello massimo cui la città può aspirare al momento. Auspicabile è pertanto che un personaggio con risorse e conoscenza (leggi: “soldi” ed “esperienza”) possa risollevare le sorti del basket cittadino con investimenti ed idee. Un palasport come il Pala Livorno, sempre desolatamente vuoto ed inoperoso per il basket (attualmente non ci sono nemmeno le "righe" a norma per giocarci) doveva essere una struttura allettante per qualcuno che voleva entrare con soldi e idee, ma tranne Mabo e l'esperienza negativa con mister TdShop, Livorno non ha avuto un "proprietario" degno di questo nome. Degno, cioè, di poter far sognare una piazza, farla sognare di poter risalire la china con risorse proprie e con idee ambiziose. Finora o ci sono stati interessi "a termine" (vedi Mabo e la Porta a Terra) oppure incomprensioni vistose con l'amministrazione comunale (vedi TdShop). Ma veniamo al Don Bosco odierno. La squadra, con coach Da Prato in primis, è attualmente tutta da decidere (giovani a parte che sono la certezza della società) e tutto dipenderà dal budget a disposizione: non ci sono nomi, non ci sono ancora indiscrezioni neanche sullo sponsor. Il girone B della DnB vedrà Livorno lottare con squadre blasonate come Montecatini, Virtus Siena, Rimini, Empoli e Cecina, per citarne alcune. Incrociamo le dita in attesa di novità importanti.

 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 01 agosto 2012 alle 18:26
Autore: Paolo Lorenzi
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