Livorno – Per lui è una partita speciale, il suo derby. Aldo Spinelli, attuale presidente del Livorno, ex patron del Genoa, attende con ansia la gara di domani sera, in programma a Marassi, stadio di Genova, la sua città. O meglio, la sua città adottiva. Perché Spinelli, accento genovese, è nato in realtà a Palmi, in Calabria, anche se da bambino si è trasferito in Liguria al seguito della famiglia ed è diventato genovese a tutti gli effetti.

Aveva 45 anni quando, nel 1985, rilevò il Genoa, allora in Serie B, che nel giro di poche stagioni portò nella massima divisione. Per ben tredici anni è stato alla guida della società rossoblù, con cui ha partecipato a sei campionati di Serie A ed è arrivato alle semifinali di Coppa Uefa, vincendo tra le altre le gare di andata e ritorno con il Liverpool (prima squadra italiana espugnare l’Anfield Road) e la Coppa Anglo-italiana. Ha lasciato la presidenza del club nel 1997. Aveva deciso di chiudere con il calcio. Ma il football, per lui, è una passione troppo forte, su di lui esercita un richiamo irresistibile. Così, nel 1999, ha prelevato il Livorno, che prima ha riportato in Serie B nel 2002 e poi addirittura in Serie A due anni dopo. Il Livorno mancava dalla massima divisione da oltre mezzo secolo. Uno straordinario successo, dunque, per il presidente venuto da Genova. La cui scalata con la società di via Indipendenza, oltre che dal passaggio dalla C1 alla A in soli cinque anni, è contrassegnata anche e soprattutto dalla partecipazione alla Coppa Uefa.

A Livorno i tifosi sanno, sentono, che Spinelli ha il cuore più rossoblù che amaranto. Ma lo rispettato, e anche lo amano, perché riconoscono che quanto ha fatto e ottenuto quest’uomo per il Livorno, in termini di risultati, non ha pari da sessant’anni a questa parte. A Genova c’è il cuore imprenditoriale e sportivo di Spinelli. Lo dice lui stesso. La sua fede calcistica è rossoblù. Nessuno può negarlo. Eppure adesso tifa Livorno. In qualche modo, ne è costretto. Non può andare contro sé stesso, contro i suoi interessi. Per questo, in vista di domani, è andato a spronare i suoi ragazzi a Tirrenia e ha chiesto all’allenatore Nicola, anche lui ex genoano, una grande gara a Marassi.

Il rossoblù che è in lui, in questi giorni, è venuto fuori. Intervistato, si è augurato un pareggio, risultato che a suo dire potrebbe soddisfare entrambe le squadre. Ma al tempo stesso ha chiesto al Livorno di non andare a Genova a fare le barricate bensì a giocarsela. Per lui, cuore genoano, sarebbe una soddisfazione incommensurabile dimostrare ancora una volta che a Livorno sta facendo cose eccellenti. Ne acquisterebbe di prestigio. Siamo dunque sicuri che, in cuor suo, Spinelli spinge, eccome, per la vittoria del Livorno, anche se questa, forse, gli lascerebbe in bocca e nell’anima una non piccola punta di amaro.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 20 settembre 2013 alle 12:44
Autore: Marco Ceccarini
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