Livorno - Ha proprio ragione Emerson: se non si soffre non si è contenti. Bene inteso che i tre punti contro l'Atalanta sono strameritati, con i nerazzurri incapaci di impensierire Bardi anche nei quasi quaranta minuti di parità numerica di uomini ed in generale uno sviluppo di gioco dove il Livorno ha mostrato di avere qualcosa in più. Però si poteva chiudere prima, ci sia concesso di cercare questo pelo nell'uovo, dato che i minuti finali delle ultime due uscite casalinghe contro Samp e Toro erano stati al fiele. Fortunatamente la sorte ci ha dato una mano a questo giro ed ora si affronta il ciclo terribile (Inter, Juve e Milan nelle prossime quattro giornate, intervallate dallo scontro diretto contro la bestia nera Chievo) con l'animo un pochino più sollevato. Peccato però, perché nel quartetto di gare salvezza chiusosi oggi, erano auspicabili almeno sette-otto punti; ne sono arrivato solo quattro ed averne avuti 15-16 sarebbe stato ben altro colpo d'occhio. Ma il campionato di Nicola e dei suoi ragazzi sarà presumibilmente questo fino alla fine, quindi con tanta sofferenza e sangue e sudore da versare, proprio perché fare risultato contro le tre "strisciate" sarà quasi impossibile, compreso contro l'apparentemente derelitto Milan del livornese Allegri che a fare bene al "Picchi" ci terrà da morire. Si dice che il vantaggio delle provinciali quando vanno a giocarsela contro le big è la forza dei nervi di distesi, la serenità di chi non ha niente da perdere, che qualche volta porta a fare bene in campo e, più di rado, a strappare punti insperati. Ecco quindi che questa non può che essere anche l'arma del Livorno nel prossimo mese, mentre contro la banda di Sannino bisognerà per forza festeggiare la fine della serie nera di sette sconfitte ed un pareggio contro i giallo-blu nelle precedenti edizioni della A. Si comincia intanto con la prima visita stagionale alla Scala del calcio, con un Coda ed un Greco in meno ed uno Schiattarella in più, in attesa che Spinelli decida che fare con Kharja, che se contrattualizzato sarebbe l'ennesimo ex della gara. Oggi Mazzarri ha preso a pallonate l'Udinese, ma non pensiamo sia questo che impensierisca Nicola. Gli unici che può avere sono quelli di non ripetere l'arrendevole prova d'esordio contro la Roma e di sbracare paurosamente come contro il Napoli poche settimane fa. C'è solo da dimostrare di non avere paura di niente e di nessuno.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 03 novembre 2013 alle 21:35
Autore: Lorenzo Corradi
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