Milano - Una serata indimenticabile. L'ennesimo rigore subìto nel finale sporca il risultato ma non la prestazione, commovente per grinta e carattere, dei fantastici ragazzi di Nicola.  Il Livorno di Bologna era stato troppo brutto, troppo apatico, per essere vero. Stasera lo abbiamo ritrovato.

E dire che l'avvio era stato terrificante: reduci da quattro ko consecutivi gli amaranto dopo meno di dieci minuti erano sotto di due reti. Una mazzata che avrebbe spezzato la gambe a tutti ma non agli undici baldi e fieri con addosso la maglia amaranto. Dopo il raddoppio ospite infatti è cominciata un'altra partita. Il Livorno con un impressionante furore agonistico ha spaccato letteralmente il match, il Toro è scomparso dal campo e Paulinho e Greco hanno acciuffato un pari strameritato. E non era finita. Nel secondo tempo nessuno si è accontentato, il sacro fuoco non si  è scalfito e i labronici hanno ripreso a macinare gioco. Il Toro, stordito, incapace di una qualsiasi reazione. E quando Emerson ha scagliato il dardo del 3-2 il "Picchi" è letteralmente esploso. 

A quel punto, solo a quel punto, il Toro, ferito, è tornato alla carica. Ma un Bardi stile Manolete con un paio di interventi da autentico fuoriclasse ha blindato la porta. E quando la sorte per una volta sembrava essersi ricordata della causa amaranto (palo di D'Ambrosio) l'impresa sembrava compiuta. E invece no. All'ultimo respiro il più che rivedibile Valeri, ha visto un fallo di mano di Rinaudo e solerte ha indicato il dischetto. Il "pisano" Cerci, proprio lui, mette a segno. La vittoria sfuma, finisce 3-3. Ma l'emorragia di sconfitte è tamponata, la squadra ritrovata, il popolo amaranto orgoglioso dei suoi ragazzi. La strada è tracciata. Il campionato del Livorno riparte da qui. 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 30 ottobre 2013 alle 23:30
Autore: Luca Aprea / Twitter: @Cafeponci
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