Livorno – Abbiamo assistito alla partita tra Pescara e Livorno col cuore in gola. Facevamo fatica a fissare lo schermo quando attaccava il Pescara pensando a quanto “pesava” questa partita e con l’impressione che il cronometro non volesse saperne di correre in avanti. Si sapeva che la posta in gioco era altissima e che l’occasione era pazzesca, visto il 2 a 0 dal quale si partiva. Ma d’altro canto, con di fronte una corazzata quale è la compagine allenata da Zeman, quella del Livorno appariva comunque un’impresa molto ardua. E invece i ragazzi sono stati perfetti. Hanno fatto esattamente la partita che dovevano fare, concentratissimi e consci di quanto si stavano giocando. Una menzione particolare va riconosciuta a capitan Luci, uomo ovunque, capace di limitare Verratti, di avviare il contropiede amaranto e di essere la vera anima della squadra, davvero una prestazione straordinaria la sua, come quella di Bardi, ormai una certezza tra i pali. La cura Perotti, seppur iniziata tardi, sta cominciando a dare i suoi frutti. Questa vittoria vale oro perché allontana lo spettro della retrocessione diretta e ci da un briciolo di speranza di poter agganciare e superare Empoli e Ascoli che precedono il Livorno in classifica solo di un punto. Ora gli amaranto sono attesi dalle ultime due finali, due partite molto difficili, a Brescia, contro le rondinelle, e in casa, nel derby col Grosseto. Serve continuare come ieri sera a Pescara, con grande attenzione, dedizione, cuore e coraggio, ed allora tutto può diventare possibile.

 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 16 maggio 2012 alle 09:31
Autore: David Mosseri
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