Livorno - Onestamente stavamo tutti rimanendo un po' delusi dopo gli ultimi due giorni di calciomercato. Quattro acquisti dati per certi ed improvvisamente arrivavano i contrattempi: o per mancate buonuscite che i giocatori volevano dalla loro squadra di appartenenza (Greco, Milevskiy, Givet prima versione), o per motivi fisici (Givet seconda versione), o perché preferivano altre piazze (Longo). Ora invece qualcosa sembrerebbe muoversi nel senso giusto, perché la notizia della giornata è che domani Greco dovrebbe diventare ufficialmente del Livorno, così come Longo sta viaggiando a passi spediti verso l'amaranto sperando di avere anche Duncan (ma sarà difficile). Eppur si muove? Così pare, ma permettetici di essere prudenti e di aspettare l'ufficialità. Non è diffidenza, ma esperienza verso qualcosa che sembrava certo ed invece ci siamo tutti ritrovati con un pugno di mosche. Tutti, da Spinelli all'ultimo dei tifosi labronici. Però, se proprio ci si deve sbilanciare un pochino ed immaginando che ciò che risulta quasi certo oggi, diventa ufficiale domani, potremmo dire che sulla carta questo Livorno comincerebbe ad essere un bel giocattolino e per giunta nelle mani giuste. Che cosa può farcelo pensare dopo undici giorni di ritiro e due sparring partner di livello basso? Il fatto che le cronache ci confermino che questo gruppo non ha smarrito la sua bellezza maturata per tutto l'ultimo campionato di B soprattutto furi dal campo e che le amichevoli fatte hanno ribadito che con questa squadra ci si diverte e se succede adesso con una rosa che manca di quattro-cinque pezzi fondamentali e d'esperienza (e con la testa sulle spalle), cosa potrà succedere quando queste lacune verranno colmate? E allora, cara dirigenza, regaliamo a questa città una squadra tosta anche con le ultramilionarie del calcio italico, che non abbia paura di niente e nessuno, che sappia giocarsela con tutti. In una frase: che sappia stupire. Basta poco.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 25 luglio 2013 alle 22:37
Autore: Lorenzo Corradi
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