Viareggio - Si ferma così il cammino del Livorno al torneo di Viareggio, col derby contro la Fiorentina che ancora una volta batte gli amaranto. Il clima con cui si arrivava alla sfida non era dei migliori, il fatto che i viola entrassero direttamente agli ottavi non veniva vista come una cosa troppo equa, e la mancanza di due titolari quali Tiritiello e Diana per squalifica lasciava un po' l'amaro in bocca, specie per il fatto che la Fiorentina esordendo oggi poteva contare sulla rosa al completo. Tuttavia, nella giornata di oggi si era respirato ottimismo. Dopo la conferma dello Stadio dei Pini come teatro del derby toscano, si era presentata una bella giornata soleggiata a dispetto di quanto era stato detto, con un terreno di gioco tutto sommato buono, vista la pioggia che si era abbattuta negli ultimi giorni. La Fiorentina, "impreziosita" dal prestito di Alan Empereur (operazione in stile Gasbarro), doveva rinunciare a Madrigali per infortunio, mentre Semplici aveva deciso per scelta tecnica di far partire fuori Zanon, Bangu e Fazzi, titolari nelle ultime apparizioni dei viola. Queste assenze avevano caricato ancora di più i ragazzi, con una Fiorentina che senza i loro migliori giocatori non faceva più così paura. La voglia di riscattare il pesante 6-0 del campionato, mista all'importanza di un derby e della partita stessa ha dato ai giocatori della primavera la spinta giusta per poter mettere sotto i viola. E così è stato nei primi minuti, quando Capezzi e compagni non riuscivano a gestire il possesso, finendo per subire la manovra amaranto. Da uno splendido passaggio di Cannataro per Bruzzi nasce la prima occasione per la squadra di Zanetti, ma l'attaccante ex della gara calcia alto dopo un'ottima giocata. Questa azione è il preludio del gol dell'1-0, quando è Biasci a pescare Bruzzi, che è abilissimo a saltare l'estremo difensore Lezzerini e a spedire in rete la palla in mezzo a moltissime maglie viola. Per Bruzzi è il gol della liberazione dopo un periodo in cui non riusciva a trovare la rete. Tuttavia, la giornata di gloria non è destinata a rimanere tale, infatti, proprio nel momento più bello del Livorno, arriva la beffa clamorosa. Da un lancio di Capezzi per Gondo, l'attaccante classe '96 cade con a fianco Stoppini, inducendo l'arbitro Martinelli di Roma a fischiare il rigore ed espellere il difensore pisano. Una decisione dubbia, dal momento che l'attaccante senegalese pare cadere in terra prima del contrasto col capitano amaranto. Inoltre, Gasbarro era alla stessa altezza di Stoppini, perciò pure il rosso pare un po' esagerato, una decisione che condiziona notevolmente la gara, lasciando per la seconda volta consecutiva gli amaranto a giocare in dieci per quasi tutta la partita. La fascia da capitano passa sul braccio di Biasci, e dal dischetto si presenta lo stesso Gondo che non sbaglia. 1-1, palla al centro. Il morale sotto i piedi per il Livorno, che, a differenza della gara col Benfica, possono gestire l'inferiorità numerica accontentandosi di questo risultato che porterebbe ai rigori. Ma la squadra di Semplici ha ottime individualità, e, nonostante nel primo tempo non vengano fuori, nella ripresa, quando subentra la stanchezza, si fanno vedere eccome. Le tre gare disputate in una settimana dagli amaranto si fanno sentire, e i viola guadagnano sempre più terreno, segnando il gol del 2-1 con Berardi di testa da angolo. Zanetti prova a giocarsi la carta Cianci, che entra al posto di bel Bruzzi, e successivamente inserisce Frati al posto di Biasci, stanco dopo un'altra buona prestazione. Il Livorno cerca di attaccare, ma ormai la grinta e la determinazione di inizio gara si sono spente, sopraffatte dalla delusione di essersi visti rimontare una gara gestita bene fino all'episodio del rigore. Al termine di un'azione un po' confusa, Bangu segna il 3-1 viola, chiudendo definitivamente il match. Il Livorno spinge ancora nel finale, supportato da una splendida cornice di pubblico che non smette mai di incitare i ragazzi, ma ormai ci si avvia verso l'eliminazione dal torneo. Nel finale, Morelli fa cadere in area Peralta, e l'arbitro assegna il secondo rigore, ma stavolta Cipriani è bravissimo a parare. Sull'ultimo squillo di tromba, azione viola con Gondo che a tu per tu con Cipriani si lascia ipnotizzare dal portiere sestese. La palla però arriva a Peralta, che anziché calciare subito, cerca una giocata e solo dopo tira, ma trova il numero amaranto attentissimo, che evita una sconfitta più amara e immeritata al Livorno. Termina dunque così l'avventura in questa manifestazione per i labronici, un'avventura che ha comunque dato segnali positivi ad una squadra che nelle ultime uscite di campionato non aveva mostrato più quella cattiveria e quella determinazione che l'aveva contraddistinta nella prima parte di stagione. Nella Fiorentina, Bangu, Capezzi e Venuti hanno grandi potenzialità, e nonostante oggi non abbiano brillato al massimo, rappresentano sicuramente ottimi giocatori. L'aver messo sotto questa gente, una squadra che fa del settore giovanile il suo fiore all'occhiello, investendo, visionando moltissimi giovani, e cercando di sfruttare al massimo le loro potenzialità, è l'ulteriore riprova che, come dice mister Zanetti, con la voglia di essere protagonisti, con la fiducia in sé stessi si può ambire a qualsiasi risultato.
Prossimo appuntamento sabato prossimo alle 11:30 al campo E. Priami di Stagno contro l'Avellino.
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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