Livorno – Continua la rubrica Toccata e Fuga, e continua con il difensore Fabrizio Di Bella. Portato a Livorno su suggerimento di un ex tecnico della Primavera amaranto, Marco Tosi, il difensore Di Bella, classe 1988, sembrava dover lasciare un segno molto diverso. E invece...
Fabrizio Di Bella nasce a Roma il 2 marzo 1988 e cresce nella formazione dilettantistica del Guidonia. Qui, a 18 anni, esordisce in Serie D, disputando quattro gare. Partite che lo mettono in mostra come uno dei difensori emergenti di maggior prospettiva, e l’Astrea, anch’essa squadra romana, lo tessera per farlo diventare membro fisso del suo reparto arretrato. In 14 gare Di Bella segna un gol ed a gennaio è pronto il grande passo. Dopo 19 anni passati nella capitale, Fabrizio viene chiamato a Potenza, per disputare la C1. Qua, ad allenarlo, il destino vuole che sia Tosi, alla prima esperienza su una panchina dei “grandi” dopo le buone stagioni con la Primavera del Livorno. Il tecnico rimane colpito dalle doti di Di Bella e non tarda a chiamare la sua ex società per proporlo. Il Livorno accetta, e decide di tesserarlo, ma di lasciarlo in prestito ai rossoblu un’altra stagione per farsi le ossa. In due anni, 43 presenze e un gol, poi il salto della vita. Svolge il ritiro estivo col Livorno, ma, a pochi giorni dalla fine del mercato, viene ceduto nuovamente in prestito in Lega Pro, a Crema. In Lombardia gioca 16 gare, poi a gennaio l’ulteriore cambio di maglia. Va in Abruzzo a vestire la casacca biancoverde del Pescina Valle del Giovenco, anch’essa in Lega Pro. Solo cinque presenze e il ritorno a Livorno, dove spera di ripetere la prima parte di stagione disputata col Pergocrema. Ma affermarsi in Cadetteria è quanto meno ostico e Di Bella scende in campo appena quattro volte. Al termine della stagione, terminata con una salvezza sofferta, lui e altri elementi vengono ceduti in prestito al Piacenza neoretrocesso, sul piede del fallimento. Di Bella in Emilia gioca poco, e questo suo ennesimo fallimento lo porta a sempre più distante da Livorno. Torna in Toscana, dove gioca 28 minuti di Coppa Italia, ma è solo un’apparizione temporanea in attesa dell’ennesimo prestito, stavolta al Barletta. In Puglia trova la sua dimensione, e alla fine viene riscattato dai biancorossi.
Tanti, troppi prestiti, e quella maturità che non è mai veramente arrivata. Nella stagione appena conclusa, 28 presenze in Lega Pro, forse la sua miglior annata, ma la sua strada e quella del Livorno, ormai, non combaciano più...

 

 

Sezione: Calcio / Data: Ven 13 giugno 2014 alle 23:20
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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