Livorno - Il presidente del Livorno, Aldo Spinelli, non ha digerito la gestione della gara di ieri con l'Avellino, conclusasi con un pareggio casalingo. E parlando a Radio Anch'Io, trasmissione Radio Rai Uno, ha detto: "Ieri sono andato via arrabbiatissimo e lo sono ancora adesso, non si può non sfruttare la superiorità numerica. Squadra e allenatore sono giovani,ma io non sono abituato, quando è possibile voglio vincere". Il massimo dirigente amaranto ha poi aggiunto: "Non si possono cambiare tre uomini tutti assieme negli ultimi sette minuti. Ho avuto in passato grandi allenatori come Bagnoli, Donadoni, Scoglio, Mazzarri e altri ancora. Non si può stravolgere o inventare nel calcio. Ieri abbiamo regalato due punti, anche se ci hanno dato un rigore su due, ma non me la prendo con l'arbitro bensì con noi stessi. Non si regalano due punti che a fine anno potrebbero pesare".
Al prossimo turno c'è la sfida di vertice in casa del Crotone, secondo a due lunghezze dal Cagliari capolista e un punto sopra il Livorno. Così Spinelli: "Io voglio vincere, Panucci in questo momento ha dei giovani bravi ed interessanti. Abbiamo 32-33 giocatori in rosa, ieri ne mancavano 5-6, e si è dovuto adattare, però ognuno deve giocare nel suo ruolo e certi errori non li accetto". Spinelli, poi, ne ha approfittato per lodare il lavoro in Italia di Infront, su cui la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta: "Ha fatto una buona campagna per le squadre di calcio, avendo aumentato i diritti tivù. Se poi questa torta se la spartiscono sei o sette club non va bene, ma con la serie B ha fatto un ottimo lavoro perché i diritti sono saliti di molto. Il problema della Serie A è che non ha un presidente".
Infine il proprietario del Livorno ha ribadito di voler lasciare la società amaranto: "I soldi che prendiamo dalla Lega non rappresentano nemmeno il 50 per cento di quelli che ci mettiamo. E' entrato un gruppo inglese tra i più importanti al mondo, abbiamo fatto una joint venture, ma fuori dal calcio. Non ci vogliono entrare. Dopo trent'anni vorrei lasciare, ma ho già visto squadre che hanno cambiato nello stesso lasso di tempo cinque o sei proprietà, avendo dai due ai quattro presidenti, se si eccettua il Milan di Berlusconi. La legge Bosman ha rovinato il calcio. Se prendiamo cento e diamo centocinquanta a giocatori e procuratori, il calcio non si risanerà mai".

 

Sezione: Calcio / Data: Lun 12 ottobre 2015 alle 23:01
Autore: Marco Ceccarini
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