Livorno – Il grande ex arriva in sala stampa e, a giudicare dal clima disteso e sereno, è come se non se ne fosse mai andato. Davide Nicola a queste latitudini non sarà mai uno dei tanti. Impossibile.
«Emozioni? Ho azzerato tutto. Mi sono preparato psicologicamente in settimana per riuscirci. Oggi ero concentrato solo e soltanto sulla partita e sulla mia squadra. Certo – dice con un sorriso malinconico l'ex tecnico amaranto – questa settimana durante i periodi di riposo, ci ho pensato molto, ho ripercorso gli anni passati a Livorno e...qui mi fermo».
In campo il suo Bari ha incassato una netta sconfitta eppure, a dieci dalla fine due reti in meno di due minuti hanno riaperto una gara che sembrava già in ghiaccio: «L'uno-due in avvio ci ha un po' destabilizzato ma bisogna riconoscere che in entrambe le occasioni abbiamo concesso davvero troppo spazio ai giocatori del Livorno. Sul 3-0 sembrava finita e invece abbiamo trovato un sussulto che ci ha permesso di riaprirla, Caputo è entrato molto bene nel match e ha fatto un gran bel gol. Il Livorno poi ha reagito e noi dopo il 4-2 ci siamo disuniti, abbiamo preso il quinto e abbiamo rischiato perfino di prendere il sesto. Serve più maturità, dobbiamo migliorare molto sul nostro essere squadra. Oggi abbiamo pagato dazio sulle nostre disattenzioni e negli uno contro uno nei confronti degli amaranto, soprattutto sugli esterni. Il risultato – ha aggiunto - probabilmente è un po' troppo penalizzante, come del resto il 4-0 al Frosinone della settimana scorsa ci aveva premiato oltre i nostri effettivi meriti, ma è indubbio che il Livorno ha meritato la vittoria».
Inevitabile un commento sul cammino dei suoi ex giocatori e sul cammino degli amaranto: «Il Livorno non ha 40 punti per caso. È una squadra che ormai gioca “quasi” da sola, ha un gruppo storico di giocatori che hanno valori importanti per la categoria. Vantaggiato e Siligardi sono due gatte da pelare difficilissime per ogni avversario. Per me il centrocampo amaranto è il più forte della Serie B. Il campionato è ancora tutto da giocare. Livorno, Carpi e Bologna, sono le uniche squadre che hanno raggiunto una certa continuità di rendimento e risultati, ed è per questo che sono là davanti ma per il resto è ancora tutto in bilico».
Sul campionato del Bari: «Mi piace essere chiaro, quando sono arrivato nessuno mi ha chiesto di vincere il campionato anche se, per mia abitudine, quando lavoro in una squadra sono sempre convinto di poter fare qualcosa di importante».
Infine, inevitabile, il commento su quello che ormai possiamo definire "Tormentone Cassano": «Lo sapete, sono abituato a parlare dei giocatori che ho a disposizione. Certo che poterlo allenare è una sfida gratificante e stimolante, le sue qualità tecniche non le scopro certo io...».
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