Firenze - Leandro Rinaudo non ci sta. Il difensore del Livorno, è vero, ha commesso un fallo ai danni di Giuseppe Rossi, un fallo forse duro, ma non volontario, che purtroppo ha costretto il giocatore della Nazionale ad abbandonare il terreno di gioco. Sul campo Rinaudo non si è scusato, anche perché forse in quel momento, in mezzo a tanta tensione agonistica, non c'è stata l'effettiva percezione della gravità dell'incidente. Ma a fine gara il difensore amaranto, secondo quanto si apprende, avrebbe provato a scusarsi e non glielo hanno permesso.
Poi gli attacchi subiti da parte di diversi esponenti del mondo del calcio, fra cui quello del patron della Fiorentina, Andrea Della Valle, che lo ha definito "farabutto". Per cui, in risposta, Rinaudo ha così commentato parlando a Tuttomercatoweb.com: "Dispiace che Rossi si sia fatto male, so cosa significa perché ho vissuto dei momenti come lui. Ho subito tre interventi in un anno e mezzo. Capisco la rabbia, ma questo è il calcio. E io ho la coscienza pulita, ho fatto un intervento come tanti. E dalle immagini, che ieri ho visto un bel po' di volte, si capisce bene cosa è successo. Mentre arrivavo io, già Rossi aveva fatto un movimento strano con il ginocchio, che era già in torsione non naturale. E' successo a Rossi e la cosa viene amplificata ancora di più perché è capitata a un patrimonio del nostro calcio. Ma l'arbitro era a tre metri...".
Secondo Rinaudo, nel momento in cui ha colpito il giocatore viola, il ginocchio era già girato in una posizione innaturale. Tanto che alla domanda se è possibile che Rossi si sia fatto male da solo, l'ex difensore di Napoli e Juventus, ha precisato: "Ho visto le immagini, probabilmente sì. Ma non voglio parlare come hanno fatto altri senza sapere. Quando arrivavo io lui era già in una posizione non naturale, poi c'è stato un contatto normalissimo".
Rinaudo si sente offeso dalle accuse gratuite e dalle brutte parole: "Prima di parlare dovrebbero contare fino a dieci. In campo non ho chiesto scusa perché il momento della partita era abbastanza concitato, con l'arbitro ho protestato e poi si era creata una mischia. Avrei voluto chiedere scusa a Rossi dopo la partita, ma tanta gente della Fiorentina, tra cui dirigenti, hanno inveito contro di me a livello personale. E questo non lo accetto. Vengo dalla strada, da una famiglia con un'educazione e dei grandi principi. Si possono chiamare come vogliono, ma non accetto le accuse". E ancora: "Chiamerò Rossi, avrei voluto chiedergli scusa ma non me lo hanno permesso. Di questi falli se ne vedono migliaia. Quanti giocatori fanno dei falli e non chiedono scusa? Ieri Gonzalo Rodriguez ha commesso un fallo più deciso del mio e se n'è andato senza dire nulla. Per Rossi mi dispiace, ma ho la coscienza pulita. E il calcio è un gioco in cui gli infortuni ci possono stare. Ci sono passato anch'io. Chiedo scusa a Rossi perché mi porta a farlo l'educazione, ma non perché mi sento in difficoltà. So cosa si passa in questi momenti, perché li ho vissuti. Ma quando Leandro Rinaudo si è fatto male non c'è stato tutto questo caos...".
Infine, una battuta su Della Valle che, in modo non appropriato per un dirigente di calcio, ha pesantemente offeso il giocatore del Livorno: "Non m'interessano le sue scuse. A cosa servono le scuse dopo certe parole? Sicuramente da una persona come lui, che dovrebbe dare l'esempio, non mi aspetto certe parole. Ma ognuno è libero di fare quello che vuole... Della Valle si è sentito di dire quelle parole, io rispondo che può essere il presidente della Fiorentina, ma queste cose non le accetto. Le sue parole comunque non mi hanno toccato in alcun modo".
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