Livorno – Chi ora parla di crisi ne ha ben d’onde. I numeri sono da brividi, la statistica spietata. Cinque punti nelle ultime sei partite e tre sconfitte casalinghe su quattro, alla luce di quanto visto contro la Robur, lasciano poco spazio ai se e ai ma. In poco più di un mese, devastante per gli infortuni e ora anche per l’outing della presidenza, il gioco del Livorno si è involuto ed è regredito a quello di inizio stagione, ovvero è tornato al non gioco.

Per argomentare l’ennesimo approccio morbido alla partita Foscarini analizza le ultime gare. Pienamente consapevole che la squadra ha fatto dei grandi passi indietro, legittima il turnover con lo stato di forma dei singoli. –“Abbiamo perso qualche riferimento, qualche certezza”. Tali e tante che, soprattutto in casa dove le carenze tattiche non si possono mascherare con l’atteggiamento attendista, hanno contribuito a questa situazione .

Anche Luca Mazzoni sostiene che con il Siena siamo partiti male e abbiamo continuato peggio. –“Il problema non è la classifica, l’Alessandria o la Cremonese, il problema siamo noi”. Il modo per uscirne è solo uno. –“È arrivato il momento di chiudersi e guardarsi negli occhi per capire cosa è che non va”.

–“Ci gira le scatole, perché la responsabilità è solo nostra”. Di questo imbarazzante stato di cose Valiani non dà la colpa a niente e a nessuno. Se non a quelli che vanno in campo.

Sezione: Calcio / Data: Dom 05 marzo 2017 alle 15:50
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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