Ivrea - E' stato un grandissimo Livorno, quello che ha immeritatamente perso per tre reti a due sul campo della Juventus di Grosso. Gli amaranto hanno a lunghi tratti messo sotto la Juve con belle giocate, cambi di campo e azioni in velocità che i bianconeri non sono quasi mai riusciti a neutralizzare.
La grande novità di giornata era il modulo, con il 3-5-2 a sostituire il consueto 4-2-3-1 con il ritorno di Cipriani fra i pali e quello di Bartolini in avanti dopo i due turni di squalifica. La gara comincia con un Livorno un po' timido, così come era successo altre volte quando gli amaranto avevano incontrato squadre blasonate, ma, pian piano, i labronici sono emersi mettendo in seria difficoltà la squadra di Grosso. Dopo essersi divorata occasioni ghiotte con Favilli ed Albamonte però, è la Juve a passare in vantaggio con un destro di Roussous all'angolino basso alla sinistra di un incolpevole Cipriani. Il Livorno non molla, e grazie ad un assist al bacio di Simonetti, Morelli trova il pareggio con un destro al volo che batte Audero.
Passa qualche minuto e la Juve torna nuovamente in vantaggio con un colpo di testa ancora una volta di Roussous, lasciato troppo solo sul calcio d'angolo. Successivamente, altro duro colpo per il Livorno che perde per infortunio Morelli, che cadendo male si fa male alla spalla. Ma anche in dieci, i ragazzi di Gelain trovano il secondo pareggio, stavolta con Favilli che a tu per tu col portiere avversario non sbaglia realizzando il suo secondo gol in tre gare in questa competizione. Finisce il primo tempo in parità con un Livorno leggermente superiore. Nella ripresa, calano un po' gli amaranto, ma la Juve fatica comunque a costruire azioni pericolose, se non un traversone dal quale nasce un colpo di testa di Bnou-Marzouk che impegna non poco Cipriani, chiamato al miracolo. Al 75', uno degli episodi chiave del match, l'espulsione di Albamonte. Il centrocampista ex Lucchese e Pisa entra deciso su Vitale sulla linea di centrocampo e il direttore di gara lo espelle. Una decisione discutibile in quanto fino ad allora la partita non era stata cattiva, Albamonte non aveva commesso altri falli, e si era molto lontani dalla porta. Tant'è che l'avversario inizialmente non aveva neanche protestato. Da lì, la Juve ha un paio di occasioni dettate dal fatto di avere la supremazia a centrocampo, e con Buenecasa trova un eurogol nel sette che sancisce anche il risultato finale, nonostante gli amaranto abbiano avuto altre occasioni ghiotte, una su tutte con Buselli al termine di una cavalcata del cecinese.
Ciò che emerge da questa partità è la riconferma di quanto questa squadra possa giocarsela con tutti. Tuttavia, la mancanza di aggressività sotto porta, l'incapacità di segnare a volte anche su azioni "facili", porta spesso gli amaranto ad ottenere meno di quanto in realtà meritino. Un applauso comunque per aver lottato fino alla fine in un match che di partenza sembrava perso.
La cosa negativa, tuttavia, è pensare che una formazione come la Juventus, in teoria fra le migliori a livello nazionale, non sia riuscita a fare la gara contro una cosiddetta provinciale. Una squadra formata da ragazzi del posto, fra livornesi, pisani, viareggini e fiorentini contro una imbottita di stranieri, pagati magari un sacco di soldi. Questo match è la risposta alle domande sul perché il calcio italiano in generale non attraversi un buon periodo, dal momento che un top club non riesce a metter su una primavera all'altezza della situazione. Perché oggi la Juventus ha fatto una grande partita! Sì, ma la Juventus oggi indossava la maglia amaranto.
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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