Frosinone - Al termine della partita di oggi contro il Frosinone di Sesena, il tecnico amaranto Luciano Bruni si è presentato ai taccuini di Amaranta per ripercorrere i tratti salienti del confronto odierno e per provare ad immaginare come potrebbe essere il futuro immediato della compagine da lui allenata.

Mister, al di là della posizione di classifica, era lecito pensare alla partita di oggi contro il Frosinone come a una buona occasione per la sua squadra per tornare alla vittoria dopo un periodo di vacche magre: invece, non è andata così. Cosa non ha funzionato oggi?

Non è difficile rispondere alla tua domanda: oggi non ha funzionato niente e abbiamo meritato la sconfitta, prima ancora sul piano mentale che sul piano tecnico. Sebbene al nostro cospetto avessimo un avversario non eccezionale, siamo mancati sotto tutti quei profili che dovrebbe avere una squadra di ragazzi che vogliono affermarsi nel calcio che conta. Cattiveria agonistica, voglia e spirito di sacrificio sono tutte caratteristiche di cui oggi abbiamo fatto difetto e il Frosinone ne ha approfittato.

Per quanto la squadra abbia meritato la sconfitta, si è comunque assistito ad un Livorno dai due volti: nel primo tempo, sebbene il Livorno sia clamorosamente mancato sul piano della finalizzazione, la squadra ha comunque provato a mettere alle strette l’avversario; nel secondo tempo, invece, il Livorno è sparito dal campo e Cirelli, comunque in stato di grazia, si è dovuto arrendere ai tentativi degli avanti giallo-azzurri. Come è possibile tutto questo?

Rispetto la tua analisi, ma non la condivido: io non parlerei di un primo e di un secondo tempo, non riesco a salvare niente della prestazione di oggi. Sono deluso perché i miei giocatori sembrano non sapere che, a questi livelli, la prima qualità che un giocatore deve avere è la testa giusta per affrontare ogni partita. Soltanto dopo viene tutto il resto, anche perché noi non abbiamo in organico giocatori che possono prendere per mano la squadra e trascinarla al risultato attraverso la prestazione individuale. Per farti un esempio che rende bene ciò che ti sto dicendo, sono dell’opinione che i miei giocatori debbano essere consapevoli che, per poter vincere una partita contro chiunque, sia necessario ripetere la prestazione fatta nel primo tempo della partita persa in casa contro l’Empoli (Livorno – Empoli 2-3, ndr).

Mister, sabato prossimo il Livorno è di nuovo in terra laziale per fare visita ai biancocelesti di Inzaghi: come si può uscire e ripartire da questa situazione?

A dir la verità, non sono il blasone e la caratura tecnica della squadra di Inzaghi a preoccuparmi in questa fase: a Formello si può anche perdere, a condizione che la squadra abbia provato in tutti i modi a far valere le proprie qualità e sia uscita dal campo stremata. A quel punto, sarò io il primo a fare i complimenti ai miei ragazzi e agli avversari, ovviamente. Ciò che più mi preoccupa oggi è la mia squadra: dobbiamo essere pienamente consapevoli che, soltanto tutti insieme, possiamo uscire da questa fase negativa del nostro campionato, moltiplicando la nostra abnegazione e pensando sempre con un unico grande “noi” e non come tanti piccoli “io”. Soltanto sulla base di questi presupposti, potremmo davvero provare a far risultato su ogni campo e contro chiunque: altrimenti, questo lungo finale di campionato non potrà che trasformarsi in un itinerario all’insegna del più grigio anonimato.  

 

Sezione: Calcio / Data: Sab 04 aprile 2015 alle 23:59
Autore: Gianluca Andreuccetti
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