Tirrenia – E’ un Pillon sereno e disteso quello apparso oggi, venerdì 22 ottobre, al centro Coni per la conferenza stampa di presentazione della gara di domani contro il Grosseto.
Chiarisce subito che i convocati sono 21, in pratica l’intera rosa ad eccezione degli infortunati Pieri e Parravicini e con Volpato (ormai vicino al rientro, forse già dalla partita di Coppa Italia contro l’Atalanta) che andrà a giocare con la Primavera insieme ai giovani Bardi, Lignani e Bencivenga.
A Grosseto il mister amaranto si aspetta “una partita dura, sia per la forza dei maremmani che per il fatto che si tratta di un derby”. Ed è per questo che ha messo in guardia i suoi, chiedendo “un approccio corretto alla partita, sul modello di quanto avvenuto con il Torino, e migliore rispetto a quello dell’ultima trasferta a Varese”. Un Livorno insomma determinato, convinto ed agonisticamente “cattivo” al punto giusto, fin dal primo minuto.
Il tecnico amaranto ha avuto parole di elogio per il Grosseto visto all’opera mercoledì sera in Coppa Italia contro il Genoa, “una squadra in netta ripresa rispetto a quella dell’ultima di campionato con il Pescara e che a Marassi ha giocato davvero bene, sfiorando una vittoria ed una qualificazione che avrebbe sicuramente meritato”. Pillon non crede a un Grosseto stanco, nonostante i 180 minuti disputati a Genova, anche perché alcuni titolari importanti sono stati tenuti a riposo, ed è anzi convinto che la buona prestazione abbia dato morale e convinzione agli uomini di Moriero. Ed è proprio con l’arrivo del nuovo tecnico che il Grosseto ha accentuato la propria propensione al gioco offensivo, attua uno spregiudicato 4-2-3-1 e attacca con tanti uomini che giocano oltre la linea della palla. E’ evidente che in questo modo lascia inevitabilmente un po’ di spazi, che gli amaranto dovranno essere bravi ad individuare e sfruttare. Così come dovranno stare attenti ai calci piazzati, vista la particolare bravura nel tirare le punizioni sia di Allegretti che di Bondi.
Pillon non ha voluto dare la formazione ma ha fatto capire di avere un unico dubbio, quello in difesa fra Bernardini e Salviato. Se (come sembra) verrà scelto il primo, Perticone verrebbe spostato a destra, incrociandosi così con il pericoloso Alessandro; se invece il ballottaggio dovesse essere vinto dall’ex Mantova, allora Perticone giocherebbe al centro in coppia con Miglionico.
Per il resto tutto confermato, con De Lucia in porta, Lambrughi a sinistra in difesa, Iori-Luci cerniera di centrocampo, Schiattarella e Surraco esterni e là davanti la coppia di attaccanti composta da Dionisi e Tavano.
Il tecnico amaranto dà grande importanza alla gara dello Zecchini, perché si aspetta “un’ulteriore crescita da parte di un gruppo che ha saputo risollevarsi da alcune difficoltà iniziali” ma che “è chiamato ad una conferma, sia sul piano del gioco che dei risultati”. Pillon ha infatti ribadito che “in Serie B è determinante la continuità” e che fino ad aprile poche squadre sapranno con chiarezza per quali obiettivi lottare. Basti pensare a quanto successo la scorsa stagione al Frosinone, che di questi tempi volava e che poi ha rischiato di retrocedere.
Alla fine della conferenza stampa, l’allenatore del Livorno si è soffermato anche su qualche singolo. Ha ribadito di ritenere Pagano “un giocatore importante, che sta lavorando duro per tirare fuori quanto prima tutte le sue qualità”; ha sottolineato la crescita di Volpe, che in allenamento sta facendo bene e che sta salendo di condizione; ha rimarcato che Cellerino può sfruttare meglio le proprie potenzialità e dare un contributo superiore a quello offerto nelle occasioni in cui è stato mandato in campo. “Io non boccio nessuno ed offro a tutti la possibilità di dimostrare il proprio valore”, ha detto il mister amaranto, però è evidente che quando uno ha l’occasione, la deve cogliere al volo. Altrimenti, per quanto certe scelte siano comunque dolorose, si finisce in panchina o addirittura in tribuna.
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