Tirrenia- Quattro partite alla fine, un mini torneo tutto da giocare se il Livorno vuole provare a fare l'impresa sportiva della salvezza.
Da lunedi sulla panchina amaranto è tornato Davide Nicola richiamato dal presidente Spinelli dopo l'allontanamento di poco più di tre mesi fa.
Il mister si presenta in sala stampa al Centro Coni per parlare della situazione e della partita di domani contro la Lazio.  
"Ho seguito le vicissitudini della squadra anche da lontano perchè mi sento legato a loro e alla città. Ho visto che ci sono state delle cose sbagliate nel corso di questo torneo e da domani dovremo provare a cambiare per tentare il tutto per tutto. Da fuori mi sono anche accorto che c'è stata un'aspettativa enorme nei confronti di questa squadra; questi ragazzi per la maggior parte non avevano mai affrontato questo campionato e ogni volta si è parlato di partite da dentro- fuori. Loro hanno bisogno di sentirsi capaci di fare le cose che gli vengono chieste. Ad inizio anno ci siamo prefissati l'obiettivo di arrivare alla fine lottando per la salvezza. Mancano quattro partite e siamo ancora li. A fine di queste dovremo vedere cosa abbiamo fatto, da eroi se riusciamo nell'impresa, da persone a testa alta che sanno di aver provato tutto se non ci riusciamo".

Alcuni giocatori deboli a livello mentale?" Credo che sia poco  professionale cercare di trovare a tutti i costi un caprio espiatorio e togliersi le responsabilità. Tutte le componenti (giocatori, allenatore, dirigenza, stampa e città) devono fare il loro ruolo. Ai ragazzi si può dire tutto ma non che non hanno attaccamento alla maglia e cultura del lavoro."
Domani arriva la Lazio:"Domani potrebbe arrivare chiunque. Se quello che dobbiamo fare noi è un'impresa sportiva potremmo avere davanti anche il Barcellona. ho chiesto ai ragazzi quattro comportamenti tecnico-tattici. Ad ognuno di loro ho chiesto di fare due cose. Se le vedrò domani in campo io sarò come sempre davanti a loro, altrimenti dovranno assumersi le responsabilità".
Domani farai il tuo ritorno al Picchi con i tifosi che ti hanno acclamato anche nel momento dell'esonero: " Mi piace essere sincero perchè penso che poi tutto torni. Credo che la gente abbia capito che siamo gente assolutamente normale e che sta facendo di tutto per il Livorno; sono tornato perchè o pago con i ragazzi o faccio l'eroe  con loro. Mi sento legato a loro e non volevo lasciarli soli a lottare contro tutto e tutti così come avrebbe fatto anche Di Carlo. Per la mia carriera avrei anche potuto dire di no, ma dato che voglio diventare bravo nel mio lavoro questa è anche un'occasione per imparare e crescere."

Sezione: Calcio / Data: Sab 26 aprile 2014 alle 15:40
Autore: Chiara Lucchesi / Twitter: @@amaranta.it
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