Livorno - Erano nell'aria da qualche giorno, quando la trattativa per la cessione di Diamanti teneva banco. Un doppio colpo quasi in sordina quello degli amaranto, eppure sia Mozart, sia Rivas non sono certo gli ultimi arrivati in ambito calcistico, anche se è più che comprensibile che i tifosi fossero più presi dal conoscere il destino del fantasista di Prato. Cerchiamo di conoscerli più da vicino e cominciamo col regista. Mozart Santos Batista Junior nasce a Coritiba, in Brasile, l'8 novembre 1979. E' proprio nella sua città natale che disputa il primo campionato nella massima serie carioca, nella stagione 1998/99 per passare l'anno successivo al Flamengo dove mette piede in campo, però, solo 10 volte. Tanto basta alla Reggina per metterlo sotto contratto nell'estate del 2000. In Calabria rimarrà cinque campionati, con una retrocessione il primo anno, l'immediato ritorno in A quello dopo e tre salvezze consecutive. Un quinquennio che fa del regista brasiliano uno dei punti di forza della squadra amaranto. Alla fine dell'avventura i suoi numeri parlano di 144 partite e nove reti all'attivo. Di lui si ricorda anche una vicenda di doping nel novembre 2004 quando risultò positivo al betametasone dopo una partita col Milan (presente in una pomata contro le zanzare che il brasiliano adoperò per lui e per la figlia); le controanalisi confermarono l'uso del farmaco, ma venne scagionato poco dopo dalla CAF. La cosa venne fuori anche dalle intercettazioni di calciopoli, in cui in una telefonata il presidente reggino Foti si raccomandava a Giraudo di fare in modo che Carraro potesse far pressioni sul giudice della CAF per assolvere il giocatore. Lo Spartak Mosca lo fa suo nella sessione estiva del mercato 2005. In Russia resta quattro stagioni giocando molto meno rispetto all'Italia, ma si toglie lo sfizio di fare anche le coppe europee ed in proporzione segna qualcosina di più: 57 incontri e sei centri. Nonostante gli accordi con i moscoviti preveda un altro anno da disputare con i bianco-rossi, circa cinque mesi fa, ad aprile, società e giocatore provvedono di comune accordo alla rescissione del contratto e quindici giorni dopo Mozart firma per il Palmeiras tornando in patria dopo nove anni siglando un annuale. Le cose non vanno per il verso giusto e presto per lui non c'è più posto. Tanti anni in Europa gli fanno perdere confidenza col modo sudamericano di giocare. Fa solo sei incontri, ma la squadra non ne risente, tanto da essere al primo posto in classifica. Pochi giorni fa la rottura annunciata dai siti interner brasiliani che già davano per fatto il suo passaggio al Livorno. Ricoprirà il ruolo che era di Loviso; se il Mozart livornese sarà come quello reggino, la squadra di Russo non potrà che beneficiarne in tecnica e visione e costruzione di gioco. Venendo a Rivas, il difensore centrale colombiano nasce il 25 marzo 1983 a Pradera e muove i primi passi nel calcio professionistico nel Deportivo Pasto. Nel 2003 passa al Deportivo Cali che lo gira in prestito dopo tre gare ai giallorossi del Deportes Tolima. Torna al Cali l'anno dopo per un triennio che lo vede in campo ben 93 volte con un gol. Da lì si trasferisce in Argentina nel blasonato River Plate e dopo solo otto gare l'Inter lo acquista facendogli sottoscrivere un contratto quadriennale. In nerazzurro solo 29 partite tra campionato e coppe in due anni con un rendimento molto discontinuo anche a causa di due infortuni seri (rottura del legamento collaterale del ginocchio destro ad ottobre 2008 in uno scontro con Di Vaio in Inter-Bologna e lesione al legamento collaterale interno del ginocchio sinistro ad aprile), ma anche la soddisfazione di due scudetti ed una Supercoppa Italiana. E' un acquisto voluto da Spinelli che è convinto che il giocatore possa esprimersi ad alti livelli con la maglia amaranto e ne ha già proclamato l'investitura a titolare negli undici anti Napoli di domenica sera. Con questi due colpi, quasi sicuramente la batteria di difensori e centrocampisti del Livorno è al completo.

Sezione: Calcio / Data: Gio 27 agosto 2009 alle 22:45
Autore: Lorenzo Corradi
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