Livorno - Il mese di gennaio, con la sessione invernale del calciomercato, avrebbe dovuto regalare gioie e speranze ai tifosi amaranto, ma, fino a qui, è stato un mese in cui sono emerse le difficoltà economiche della società, incapace di portare a termine tante trattative. Vuoi per mancanza di soldi, vuoi per mancanza di professionalità da parte di alcuni calciatori, o per qualsiasi altro motivo, la realtà è che, al penultimo giorno di mercato il Livorno ha acquistato appena due giocatori, due terzini sinistri come Castellini (difensore centrale nell’eventualità) e Mesbah, perdendo elementi come Schiattarella, Belingheri e Lambrughi che avevano contribuito non poco alla promozione della squadra. Il primo, oltretutto aveva dimostrato di poter stare in categoria, disputando partite importanti. Oggi sarebbe dovuto essere il giorno di Hoesen, il talentino dell’Ajax, che più che per nome che per conoscenza vera e propria, aveva incantato tutta Livorno. Le parole di Di Marzio dette ieri sera avevano dato fiducia, oltre alle conferme ricevute dai diretti interessati. Eppure, alla fine, Hoesen ha scelto il Paok Salonicco, forse per la presenza di membri olandesi nello staff della squadre greca, forse perché l’ingaggio offerto dai bianconeri era di gran lunga superiore a quello che aveva dato il Livorno. Anche Olivera, obiettivo amaranto degli ultimi giorni è sfumato, accordandosi col Brescia, dopo che la società aveva fatto qualche passo indietro. Il centrocampista centrale era apparso nelle ultime ore come un’eventualità, un calciatore da acquistare solo in determinate circostanze, solo se fosse capitata un’occasione irripetibile. L’unico reparto da rafforzare rimaneva l’attacco. Dopo il rifiuto di Hoesen, si sono fatti i nomi di Nenè e di Calaiò, ma le trattative sembrano difficili. Come se non bastasse, in giornate sono rimbalzate delle voci che vorrebbero Siligardi col mal di pancia, pronto a lasciare Livorno per il Verona. Un’ulteriore cessione che indebolirebbe non poco la squadra di Di Carlo, e che aumenterebbe l’odio fra società e tifoseria ai minimi storici. Restano ventiquattro ore. Ventiquattro ore difficili per Capozzucca e co., in cui si dovrà riuscire a completare quella squadra che fin da agosto pare incompleta. Un mercato in cui si poteva fare certamente di più. Un mese che ha regalato speranze giorno dopo giorno, vanificate da quei rifiuti che ogni volta hanno rappresentato un colpo all’anima. Domani tutto finisce. Per fortuna, verrebbe da dire.

 

Sezione: Calcio / Data: Gio 30 gennaio 2014 alle 23:06
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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