Livorno - Con gli ultimi due innesti di Mozart e Rivas, il Livorno sta valutando se proseguire con la campagna di rafforzamento oppure limitarsi a sfoltire la rosa. Spinelli è stato contraddittorio: nel colloquio di ieri con i tifosi a Tirrenia ha ammesso che qualcosa in attacco potrebbe essere ancora fatto, quando 24 ore prima aveva dichiarato che il brasiliano e il colombiano sarebbero stati gli ultimi colpi in entrata. Cerchiamo di fare il punto della situazione. In questo momento la rosa del Livorno è composta da venticinque elementi che sono decisamente troppi, almeno quattro o cinque in esubero. Numericamente in ogni ruolo non ci sono problemi di coperta corta, ma alcuni elementi in serie A sono tutti da valutare. Questo il presidente lo sa e ha detto esplicitamente che movimenti in uscita saranno fatti. Ma chi è che potrebbe partire? Partendo dalla difesa, gli indiziati sono due: Grandoni e Di Bella. Il ternano dopo cinque anni di onesto servizio in amaranto, è dall'inizio dalla sessione di mercato sulla lista di diverse squadre della serie B come Sassuolo, Piacenza e Modena; si fece timidamente avanti anche il Torino quando il Livorno sondava il terreno per Pratali. Ad onor del vero già da un paio di campionati il centrale appare in vistoso calo e la cosa non è passata inosservata soprattutto a Spinelli. Cederlo sarebbe la soluzione ideale per lui per ritrovare stimoli. Quanto a Di Bella, l'operazione per il passaggio al Grosseto in prestito era cosa fatta, ma prima è stata rimandata per le defezioni dei difensori amaranto in occasione della partita contro il Cagliari ed anche questa settimana tutto è rimasto bloccato. Il giocatore avrebbe pochissime possibilità di mettere piede in campo, a maggior ragione dopo l'arrivo di Vitale. Anche il Crotone ha preso informazioni sul suo conto. Centrocampo: le vicende Pulzetti e Bergvold sembrano destinate a concludersi con la conferma di entrambi che tra l'altro domenica sera non hanno demeritato. A scanso di sorprese non ci dovrebbero essere partenze. Attacco: tre candidati a lasciare, Dionisi, Cellerino, Danilevicius, in rigoroso ordine di opportunità. Dopo l'entusiasmante gara contro il Torino che aveva portato Spinelli a proclamare la sua conferma, adesso pare che l'ex punta del Celano potrebbe andare a farsi le ossa in B, magari al Crotone, ma ci sono richieste anche dalla ex C1. Sull'argentino si sono fatti avanti l'Ascoli ed il Piacenza, ma il giocatore vuole giocarsi le sue carte in serie A. Molte richieste sempre in cadetteria per Danilevicius, ma il patron non lo lascerà andare via facilmente, né a basso prezzo. In entrata la difesa a questo punto è a posto ed anche se entrambi i candidati citati dovessero lasciare, rimarrebbero ben sei centrali. Da valutare il centrocampo, dato che dalla Francia non viene data ancora per morta la trattativa per portare a Livorno Leko dal Monaco, l'interesse per Parola del Cagliari è durato un amen col ds Ricci che nega la disponibilità dei sardi a cederlo, ma la società rossoblu lo smentisce sul proprio sito internet ufficialmente. Infine l'attacco: mire verso Empoli su Eder e Vannucchi, entrambi hanno un costo alto e sarebbero quasi certamente destinati a partire dalla panchina, stesso ruolo che toccherebbe a Ruopolo dell'Albinoleffe, punta centrale in doppia cifra negli ultimi due campionati di serie B, ma che forse farebbe meno storie. Concludendo, a scanso di clamorose sorprese il grosso dei fuochi d'artificio spinelliani dovrebbero essere stati sparati, però qualche piccolo dettaglio per rendere il Livorno maggiormente competitivo per la salvezza, forse ancora manca.
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