Livorno - Tutto da giocare, fino alla fine. Domani sera, per il Monday Night della 31a giornata al "Picchi" arriva l'Inter del grande ex Walter Mazzarri. Dopo le due pessime esibizioni contro Toro e Atalanta che hanno fatto arrabbiare i tifosi amaranto i ragazzi di mister Di Carlo ora hanno un'ottima possibilità, se non per fare risultato, almeno per far pace con i tifosi: basta solo onorare la maglia correndo e sudando fino all'ultimo secondo. Il risultato conta, ovvio, ma (ri)vedere un Livorno con la mentalità battagliera e operaia che sempre lo deve contraddistinguere sarebbe già un gran passo in avanti. Lo chiedono i tifosi, lo vuole Di Carlo, lo esige la società.
In attesa di ciò che combineranno Catania e Sassuolo gli anticipi del sabato hanno lasciato al palo il Bologna sconfitto 2-0 al Dall'Ara dalla rivelazione Atalanta che ha schiantato il Livorno mercoledì, e il Chievo travolto come previsto dal Milan di Balotelli e Kakà. Uno stimolo enorme per Paulinho e compagni perché è la conferma che niente è deciso, tutto è possibile e che se il Livorno attraversa un momento difficile gli altri di certo non se la passano meglio.
L'Inter, reduce dal doppio passo falso interno casalingo (ko con l'Atalanta e pari contro l'Udinese) è squadra indecifrabile capace di tutto e del contrario di tutto. A leggere gli undici che scenderanno in campo il pronostico è chiuso in partenza. I nerazzurri schierano campioni di livello assoluto come Palacio, Hernanes, Cambiasso, gente di un altro pianeta. Se però osserviamo il cammino della Beneamata però possiamo prendere atto (e coraggio) di come i nerazzurri abbiano perso molti punti contro squadre sulla carta a loro inferiori. Se a questo aggiungiamo che contro le cosiddette big il Livorno ha sempre fatto una degnissima figura qualche speranza c'è. Sul prato dell'Ardenza quest'anno gli amaranto hanno bloccato Milan e Napoli quindi sperare di strappare almeno un punto contro l'Inter non è mera utopia ma un obiettivo concreto e possibile.
Per quanto riguarda la formazione Di Carlo ritrova Emerson che ha recuperato dall'infortunio e Mesbah che ha scontato il turno di squalifica. Dovrebbe quindi rivedersi l'undici base con il Borges al centro della difesa, Mesbah e Mbaye sulle corsie esterne e Greco, Benassi e Biagianti a centrocampo. Gli unici dubbi riguardano difesa e attacco: dietro con Rinaudo e Coda non al top Valentini e Castellini si giocano un posto al fianco di Emerson e Ceccherini. Davanti resta il solito rebus del compagno di reparto di Paulinho con Belfodil in vantaggio su Emeghara. Attenzione però a Siligardi che in settimana è stato provato dal mister amaranto e potrebbe bruciare la concorrenza per una maglia da titolare.
In casa nerazzurra Mazzarri sembra intenzionato a concedere un turno di riposo a Samuel rilanciando Rolando al fianco del ritrovato Ranocchia e Juan Jesus. A centrocampo nessuna novità con Kovacic e Alvarez destinati a partire ancora dalla panchina mentre davanti è obbligato il tandem Icardi-Palacio.
Arbitrerà Calvarese di Teramo, fischietto finito già nel mirino degli interisti per i due rigori negati ai nerazzurri nella sfida contro l'Udinese di Coppa Italia culminata con l'eliminazione della squadra di Mazzarri. Nel corso della settimana è tornata ad infuriare la polemica, con Moratti e Thohir in prima linea, sull'astinenza da rigori dell'Inter. Al netto della legittimità delle rimostranze della società milanese (32 gare senza penalty effettivamente sono un'enormità) l'auspicio è che a fare le spese di questo clima non sia il 'piccolo' Livorno. Quest'anno contro gli amaranto, per un motivo o per un altro, ognuno ha risolto i suoi problemi. Basta così.
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