Livorno - Un tipo con uno zio prestigioso (Tony, visto con la maglia della allora Benetton Treviso, ma soprattutto della Jugoplastika Spalato e dei Chicago Bulls) e con un nome di battesimo che è lo stesso di una via centralissima della città. Tonci Kukoc-Petraello, nato a Spalato nel 1990 in quella Croazia che faceva ancora parte della Jugoslavia socialista, ha già tutte le caratteristiche per essere un personaggio a Livorno: ama andare fuori dalle righe, fisico possente, una cinquantina di tatuaggi sparsi in un corpo alto un metro e novanta per oltre ottanta chili di peso. Insomma i connotati non sono quelli idonei per farci una litigata. Però ai tifosi amaranto interessa sapere per lo più il Kukoc calciatore. Cominciamo col dire che è un esterno sinistro a tutto tondo, ma i bresciani si ricordano di lui per la forte capacità di andare sul fondo e mettere invitanti cross (che al tempo raccoglieva soprattutto Caracciolo), mentre in fase di ripiegamento soffriva un po'. La carriera: inizi nella natìa Spalato nelle fila delle squadre giovanili dell'Hajduk, il quale dai 19 anni per tre volte lo manda in prestito rispettivamente all'Istra Pola 1961, al Mosor Zrnovicna e al Hrvatski Dragovoljac, per un totale di ventidue partite e tre realizzazioni. A giugno 2011 l'Hajduk se lo riprende e lo tiene per due anni, ma il campo glielo fa vedere poco: solo dodici gare in un campionato e mezzo e due reti messe a segno. Quanto basta per rescindere il contratto a gennaio 2013 provando a fare esperienza fuori dai confini croati ed a luglio 2013 finisce alla corte di Corioni a Brescia, col quale già si allenava da sei mesi in attesa di divenire comunitario. Contratto biennale. Già ne abbiamo parlato a livello di numeri, ma in Lombardia si ricordano anche di una certa indolenza durante gli allenamenti e del pessimo rapporto col mister Ivo Iaconi ("Non capisce niente di calcio" dirà Kukoc di lui in una intervista). Tra l'altro a metà stagione Kukoc quasi approda in A, quando Brescia e Sampdoria stanno per ratificare il suo passaggio a Genova in cambio di Paolo Castellini. Accordo che salta e Castellini che arriva a Livorno... L'anno scorso il Brescia decide di cederlo al Cska Sofia e nella squadra più titolata della Bulgaria Kukoc gioca tutta la stagione con ventitré presenze, due marcature e due assist, anche se alla fine i "rossi" devono accontentarsi del secondo posto dietro al Ludogorets. Una stagione tutto sommato positiva, anche se pure qui le turbolenze non mancano. A Sofia pensano di fare a meno di lui ed a luglio arriva la risoluzione del contratto. Ora arriva a Livorno in una piazza che lo attende con curiosità ed in una squadra guidata da quel Panucci a cui il piglio del comando non manca ed a cui spetta il compito di catechizzarlo a dovere.
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