Livorno – Dopo la brillante ultima stagione della Primavera amaranto, ci si avvicina sempre di più al prossimo campionato. Per parlarne abbiamo contattato Alessandro Doga, ex calciatore del Livorno e responsabile del settore giovanile del club di via Indipendenza, che ha risposto così alle nostre domande.

Dopo l’addio di Zanetti, la Primavera si affida a Gelain. Una buona scelta?

“Gelain è una persona con molta esperienza, che ha fatto molto bene nei settori giovanili di Empoli e Piacenza, e sicuramente sarà un valore aggiunto per noi, avendo avuto anche il modo di osservare tutto il lavoro che è stato fatto fino ad ora”.

Per quanto riguarda la squadra, invece? Ci saranno degli innesti?

“Ci sono già stati alcuni arrivi che verranno però ufficializzati quando saranno fornite le rose. Abbiamo cercato di migliorare la squadra, facendo anche salire i migliori della classe 1997, quelli in grado di disputare la Primavera, e facendo rientrare dei ragazzi che erano in giro in prestito, per colmare quelle che ritenevamo alcune lacune”.

Cambia la filosofia rispetto all’anno scorso?

“In parte sì, perché abbiamo cercato di ringiovanire la rosa, puntando molto sui ’97. Vogliamo anticipare il loro percorso affinché possano arrivare in tempo alla prima squadra o comunque nel calcio professionistico”.

Come valuta la passata stagione?

“L’anno scorso c’era un vantaggio, vale a dire che avevamo un gruppo, quello dei ’95, che negli anni aveva fatto grandi cose, con un classe 1994, che era Biasci, ed alcuni ’96 che dovevano dimostrare il loro valore. Alcuni di questi ultimi hanno già fatto molto bene, altri invece troveranno più spazio quest’anno”.

E quella che va a cominciare?

“Come detto si abbasserà l’età media, ma sono molto fiducioso. L’obiettivo ultimo, la punta dell’iceberg, è quella di raggiungere le fasi finali, al di sotto di questa punta, tuttavia, c’è la formazione dell’atleta che si sviluppa attraverso la scuola calcio prima e tutto il settore giovanile dopo. Credo che la Primavera abbia grandi possibilità di fare bene, è una squadra interessante che può fare un bel gioco, facendo brillare quelli che sono gli elementi di maggior qualità”.

Ultima domanda. Chi reputa maggiormente pronto fra i vari della classe 1996?

“A livello giovanile è un azzardo fare queste constatazioni sui singoli. Bisogna valutare tutte le componenti anche extracalcistiche che possono pesare sull’uno o sull’altro ragazzo. Credo che ci siano molti giovani calciatori che abbiano ottime capacità atletiche, tecniche, tattiche e soprattutto caratteriali importanti. Queste sono le componenti che fanno il calciatore. Poi ci sono le dinamiche personali che noi non conosciamo. Noi dobbiamo dare sostegno, con la nostra esperienza dobbiamo aiutarli dando anche informazioni a chi reputiamo in grado di passare a giocare nel calcio professionistico. Adesso il calcio è cambiato, i ragazzi hanno più possibilità, perché oggi la qualità è diminuita rispetto a prima. In Italia dobbiamo muoverci per cambiare rotta, perché come dimostrato ai Mondiali, i risultati sono scadenti”.

 

Sezione: Calcio / Data: Gio 10 luglio 2014 alle 11:14
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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