Piombino – Il piombinese Aldo Agroppi, 69 anni, allenatore a riposo ed ex calciatore con importanti trascorsi anche al Torino e alla Fiorentina, opinionista televisivo di rango nazionale, ha parlato in esclusiva ad Amaranta.it, affrontando svariate tematiche, dal campionato italiano alle coppe europee, per centrare poi il discorso sul Livorno e sull’allenatore amaranto Davide Nicola. Fra i tanti incarichi avuti da Agroppi nel mondo del calcio, fra l’altro, c’è anche quello di team manager del Livorno.

Iniziamo da quanto è accaduto ad Andrea Luci (imparentato peraltro con Agroppi, ndr) ed a suo figlio Marco. Guardando da lontano il fatto, mi sembra di poter dire che il capitano del Livorno non abbia perso il sorriso e che, anzi, abbia tratto nuove energie dal calore delle persone che gli si sono strette attorno. Tu cosa ci puoi dire in proposito?

“Non poteva che essere così. Andrea e la sua famiglia stanno affrontando con coraggio la malattia del piccolo Marco. Domenica 5 gennaio il derby fra Fiorentina e Livorno dovrà trasformarsi in una festa dello sport in nome del sostegno alla ricerca contro la Fop, la fibrodisplasia ossificante progressiva. Ciò che più importa è che non venga mai meno l’attenzione sulla necessità di finanziare la ricerca scientifica da parte di tutte le istituzioni, sia quelle sportive sia quelle di questo nostro Stato”.

Allora Aldo, veniamo alla più stretta attualità. Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, livornese purosangue, è l’uomo copertina di questa due giorni di Champions. Montolivo lascia la squadra in inferiorità numerica e, ciò nonostante, la formazione rossonera riesce a resistere all’urto dell’Ajax. Il Milan è l’unica squadra italiana rimasta in Champions league. Cosa ne pensi?

“Penso che Allegri sia stato bravo e fortunato, ma della giornata di mercoledì, nel bene e nel male, rimarrà soltanto il risultato. Per cui, al di là degli elogi di oggi, poco o niente resterà di questa prestazione nel caso di una prossima eliminazione. Rimanere l’unico allenatore a guidare un’italiana in Champions non è di per sé un risultato”.

In Europa league, invece, abbiamo un insolito affollamento di squadre italiane con, per di più, una finale da disputarsi allo Juve Stadium di Torino. Come viene ridisegnata la geografia della lotta per lo scudetto dalle ‘retrocessioni’ in Europa league di Juventus e Napoli?

“La geografia della lotta per lo scudetto non viene affatto ridisegnata dall’eliminazione di Juventus e Napoli dalla Champions. La Juventus rimane la squadra più forte e, in assenza del principale impegno europeo, potrà concentrarsi ancor di più sul campionato senza ulteriori assilli”.

Veniamo al torneo del Livorno. Terzultimo posto in graduatoria con 13 punti in quindici partite, ma la squadra ha dimostrato a più riprese di essere dalla parte del mister Nicola. Gli amaranto sono in piena corsa per la salvezza, con il rammarico di aver perso alcuni punti per strada a causa di qualche ingenuità. Ti aspettavi un Livorno più in alto in classifica?

“No, il Livorno sta portando avanti esattamente il campionato che io avevo immaginato potesse condurre. La squadra è dalla parte del tecnico ed è in piena bagarre salvezza. Tuttavia è lecito aspettarsi che la società intervenga sul mercato, fornendo a Nicola alcuni innesti nei ruoli in cui il tecnico ritiene che la rosa sia meno guarnita”.

Hai visto la partita con il Milan? A me è sembrato di aver visto il più bel Livorno della stagione. A te come è parsa la squadra di Nicola?

“Hai ragione, non ho esitazioni a dire che il Livorno ha fatto sfoggio contro il Milan della propria prestazione stagionale migliore. E’ altresì vero che il Livorno visto contro il Chievo era troppo brutto per essere vero e che il Milan di sabato, anche perché aveva in parte la testa alla Champions, non può essere paragonato ad altre grandi squadre precedentemente andate in scena al Picchi, ad esempio alla Juventus”.

Come ti spieghi una prestazione così gagliarda contro il Milan dopo una partita tanto scialba quanto quella di Verona contro il Chievo?

“Il calcio è fatto così, ci può stare una partita completamente sbagliata, soprattutto se si tratta di una trasferta. L’importante è non smarrire il filo del discorso che porta alla salvezza”.

Solo quattro esoneri dopo quindici giornate di campionato. Sembra che i presidenti di Serie A abbiano finalmente messo la testa a posto. Il cambio, tuttavia, ha funzionato solo lì dove il tecnico subentrato conosceva già la piazza: Gasperini e Mihajlovic a Genova, Corini a Verona…

“Sicuramente ci sono meno esoneri e questa cosa, per certi versi, è un segnale di intelligenza da parte dei presidenti. Non è assolutamente vero, invece, che il fatto di essere già stati come calciatori (Mihajlovic, ndr) o come allenatori (Gasperini e Corini, ndr) nella piazza in cui si allena sia di per sé determinante. A volte l’esonero di un allenatore può produrre effetti positivi, altre volte lasciare la situazione immutata, ma la conoscenza della piazza rimane una minima componente”.

Sono convinto che la stragrande maggioranza degli sportivi amaranto abbia sperato fino all’ultimo che il presidente Spinelli confermasse Davide Nicola alla guida del Livorno anche dopo la perentoria sconfitta di Verona. Scommetto che anche tu l’avresti confermato…

“Sicuramente, sì. Nicola sa quel che dice e sta lavorando bene. Ha solo bisogno di essere aiutato: dalla società, dalla squadra e dalla tifoseria. La salvezza è a portata di mano ed è molto probabile che nelle prossime settimane arrivino alcuni rinforzi”.

Tanti sono i meriti del mister Nicola, uno fra tutti quello di agevolare in tutti i modi il recupero a tempo pieno di Luca Siligardi, un giocatore che, ai certi livelli, può fare la differenza. Quando sta bene, la sua fantasia al servizio di Paulinho può essere devastante!

“Siligardi è un giocatore importante e forma con Paulinho una coppia di attaccanti in grado di togliersi delle soddisfazioni anche in Serie A. La riconquista della piena funzionalità fisica dopo l’infortunio non può che contribuire al suo rendimento e al mantenimento in pianta stabile del posto da titolare accanto al brasiliano”.

Immagino che tu abbia visto la partita di domenica del tuo Toro contro la Lazio: avresti mai pensato che la squadra di Petkovic, dopo la vittoria della Coppa Italia, si sarebbe trovata in classifica con un margine così esiguo rispetto alla lotta per non retrocedere?

“Purtroppo, non ho avuto modo di seguire la vittoria del Torino contro la Lazio, però credo fortemente che la squadra biancoceleste, una volta superati i molti problemi che sta affrontando in questo girone d’andata, possa raggiungere zone più tranquille di classifica con una certa facilità”.

Ho tutta l’impressione che il Livorno non avrebbe potuto scegliere un momento migliore per affrontare la Lazio (ieri la squadra romana non è andata oltre lo 0 a 0 in casa contro il Trabzonspor, ndr). Non vince dal 26 ottobre, lo spogliatoio biancoceleste è una polveriera e Petkovic sa già che dal 1° gennaio potrà liberamente pensare alla sua nuova avventura alla guida della Nazionale svizzera. Secondo te, che tipo di partita imposterà Nicola?

“Fortunato Petkovic se sa già che un nuovo contratto lo sta aspettando, nel caso in cui Lotito decida di esonerarlo. Che la Lazio non vinca una partita di campionato dal 27 ottobre non è certo un punto a favore degli amaranto. Non so dirti che tipo di partita sta impostando Nicola, ma il Livorno deve andare a Roma conscio delle sue possibilità e pensando che un risultato positivo sia ampiamente alla sua portata”.

 

Sezione: Calcio / Data: Ven 13 dicembre 2013 alle 10:32
Autore: Gianluca Andreuccetti
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