Tirrenia – Non è facile presentarsi in conferenza stampa dopo una sconfitta, specie se pesante come quella di Verona contro il Chievo. Ma Ramos Borges Emerson lo ha fatto, senza peli sulla lingua, incolpando sé stesso e la squadra per la pessima uscita al Bentegodi. Si è parlato anche di mister Nicola, del doppio ruolo in cui il brasiliano viene impegnato e del primo approccio in questo campionato, dopo una lunga gavetta.
La prima domanda è andata alla partita di domenica: “Abbiamo completamente sbagliato approccio. Nessuna scusa, abbiamo fatto malissimo. Contro la Juventus si era visto un buon Livorno e siamo andati a Verona convinti di vincere senza sforzi. Non è così che si prende una partita. Bisogna impegnarsi, lavorare durante la settimana come abbiamo sempre fatto. Non so cosa è successo, ma non succederà più. Speriamo già da sabato di cambiare rotta, dobbiamo smuovere la classifica dopo che si è fatta pericolosa. E’ inutile giocare bene contro Juve e Inter se poi perdiamo così con il Chievo. Ci hanno affossato, erano più grintosi e correvano di più, ci hanno demoralizzato tantissimo in campo. È tutta una questione mentale”.
E il prossimo impegno non sarà dei più semplici, al Picchi arriva il Milan: “Il Milan gioca benissimo, è una delle migliori formazioni in Italia e nel mondo. Dobbiamo fare la partita della vita, non concedere nulla, stare al pezzo per novanta minuti”. Per quanto riguarda il campionato, invece: “Sinceramente, me lo aspettavo più difficile. Non che sia facile, ogni partita è tosta, ma penso che negli ultimi anni la Serie A abbia perso valore. Io ho fatto un’importante gavetta, vengo dall’Eccellenza, dai campi di terra battuta. Per me significa tanto e sono fiero della carriera che ho fatto. Mi ha permesso di godermi di più le cose che sto facendo adesso. La partita che mi ha reso più felice è stata certamente quella contro la Roma, l’esordio in Serie A. E’ stato anche bello giocare a San Siro, dove ero stato solo da spettatore. Per quanto riguarda le avversarie, penso che Sampdoria e Bologna siano alla nostra portata. Insomma, contro la Samp abbiamo dominato e perso per due rigori, contro il Bologna non abbiamo fatto così bene ma nemmeno ci hanno surclassato”.
Per la mancanza dei gol segnati (manca dalla partita interna con l’Atalanta, ndr): “Purtroppo ultimamente creiamo troppo poco, dobbiamo arrivare di più in area di rigore. La colpa non è solo di Paulinho, Emeghara e Siligardi. Quando non si segna è colpa di tutti, quando si prende gol è colpa di tutti. Da fuori dal campo queste cose non si percepiscono, ma è così. Siamo un gruppo, e se sbagliamo, sbagliamo tutti”.
Durante il campionato, Emerson è stato schierato in più ruoli. Su questo, afferma: “Non ho ruoli che preferisco, gioco dove vuole il mister. Mi adeguo a tutto, e fa piacere sapere che la gente mi considera indispensabile. Le critiche ci stanno, fa parte del lavoro. Finché va bene, tutti zitti, appena le cose però vanno male è normale che vengano fuori i discorsi tipo Emerson doveva giocare in attacco piuttosto che in difesa, o cose del genere. L’importante è comunque dare tutto, e io penso di farlo”. E per concludere, una sul mister, che non poteva mancare, dopo le voci di un possibile esonero: “Stavo molto male quando ho sentito la notizia. Io non ero nello spogliatoio nel post-gara perché ero a fare l’antidoping, ma è normale che eravamo tutti un po’ abbattuti. Il mister è il nostro condottiero, ci protegge, ci guida, noi dobbiamo ripagarlo in campo perché siamo noi che andiamo a giocare. E se sono emerse queste voci, la colpa è solo nostra!”.
Autore: Nicola Marra / Twitter: @marra_nicola
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