L'allenatore ciociaro ha firmato un contratto che lo legherà agli amaranto fino a giugno, in caso di salvezza, il rinnovo sarà automatico. Domenico Di Carlo è nato il 23 marzo 1964 a Cassino (Frosinone). Dopo una lunga carriera da calciatore iniziata nel 1979 che ha vissuto le sue stagioni più importanti a Palermo (1987/1991) e soprattutto Vicenza dove è rimasto per ben nove anni collezionando la bellezza di 268 presenze e 9 reti tra serie C1, B e A, vincendo anche la Coppa Italia nella stagione 1996/97. Ha giocato anche nel Livorno nel campionato 2000/01, dove in pratica chiuse la carriera da giocatore. Inizia a giocare nella squadra della sua città: il Cassino in serie C2. L'anno successivo, dopo la retrocessione in serie D, rimane nella squadra laziale. Nel 1981 viene acquistato dal Treviso, in serie C1. Passato nelle giovanili del Como nel 1982, dopo due stagioni senza giocare tra i professionisti ritorna al Treviso. Con la società veneta vive due stagioni: la prima in serie C1 e la seconda in serie C2. Quindi approda alla Ternana, sempre in serie C2. Poi passa al Palermo, dove conquista subito la promozione in serie C1. Gioca altre tre stagioni in Sicilia e nel 1990 si trasferisce al Vicenza. Nella stagione 1992/93 arriva la promozione in serie B. Di Carlo a 29 anni esordisce in serie B. Dopo due anni esordisce anche in serie A e nel 1997 vince la Coppa Italia. Lascia il Vicenza dopo nove anni, collezionando 268 presenze (9 reti). Nel 1999 si trasferisce al Lecce e chiude la carriera da giocatore nel Livorno nel campionato 2000/01 in serie C1, anche se poi verrà ingaggiato dal Sùdtirol-Alto Adige senza mai scendere in campo. Arriva alla guida degli amaranto Osvaldo Jaconi. Con il mago delle promozioni in serie C veste la maglia amaranto anche Di Carlo che diventerà il capitano della squadra guidata dal tecnico di Civitanova Marche. Nell'unica stagione labronica colleziona 27 presenze in campionato e 3 nei playoff. Con il Livorno perde la doppia finale playoff per la promozione in serie B con il Como. Quindi intraprende la carriera di allenatore piazzandosi primo nella graduatoria di fine corso a Coverciano, presentando una tesi sul movimento senza palla degli attaccanti e sui calci piazzati. Dopo un periodo all'interno del settore giovanile del Vicenza allenando la Primavera, nel 2003 diventa il tecnico del Mantova in serie C2. In due anni, guida i lombardi a due promozioni consecutive fino alla serie B che mancava da trentadue anni. Addirittura nella stagione 2004/05 sfiora la prozione in serie A pareggiando il doppio confronto nella finale playoff contro il Torino che viene promosso solo grazie al miglior posizionamento in classifica. Conclusa la sua esperienza in Lombardia, dopo quattro anni, nella stagione 2007/08 la sua prima esperienza in serie A con il Parma, terminata con un esonero il 9 marzo 2008 dopo la sconfitta casalinga con la Sampdoria. Il 4 novembre 2008 Di Carlo subentra a Iachini alla guida del Chievo, conquistando un'insperata salvezza con una giornata di anticipo. Viene riconfermato alla guida del Chievo e chiude la stagione ottenendo una nuova salvezza. Il 26 maggio 2010 viene ingaggiato dalla Sampdoria. In estate non riesce a passare il turno preliminare di Champions League, quindi, il 7 marzo 2011, dopo la sconfitta interna con il Cesena (2-3), viene licenziato. Il 9 giugno 2011 ritorna ad allenare il Chievo, terminando la stagione al 10° posto in classifica. Rinnova il contratto con la società veneta ma il 2 ottobre 2012, dopo cinque sconfitte consecutive, viene sollevato dall'incarico di allenatore. Di solito l'impostazione di base delle squadre allenate da Di Carlo è quella del 4-4-2. All'occorenza può diventare un 4-3-1-2, nel caso in cui vi siano trequartisti in grado di interpretare il ruolo. Proprio con il Chievo utilizzava quest'ultima tattica: Pellissier supportato da Paloschi, con Thereau o Sammarco nel ruolo di trequartista.
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