Palermo – Alessandro Diamanti dal Prato al West Ham. La sua favola passa da Livorno, squadra che ha creduto in lui consentendogli di fare il grande salto in Inghilterra. Di questo e della partita che gli amaranto giocheranno domenica 18 ottobre contro il Palermo per l’ottava giornata di campionato l’ex trequartista del Livorno ne ha parlato in esclusiva ai microfoni di Mediterraneonline.it, il principale quotidiano sportivo on-line di Palermo e della Sicilia.

Alessandro, volendo trarre un bilancio di questa tua nuova esperienza, come la reputi?

“Sono molto felice, qui è molto bello, sto vivendo una bella esperienza e anche se non stanno arrivando i risultati sono sicuro che lavorando ci riprenderemo”.

Che differenze hai trovato dal punto di vista tattico?

“I ritmi sono più forti, è un calcio più difficile, veloce, è un bel calcio anche se secondo me il calcio italiano è il più bello, però sto facendo una bella esperienza e vorrei restare il più a lungo possibile qui”.

Dal punto di vista ambientale invece?

“E’ bellissimo, il pubblico è stupendo, vinci o perdi il tifo è sempre lo stesso, quando perdi nessuno ti contesta, ci sono meno pressioni rispetto al campionato italiano. E’ un’esperienza molto bella”.

Cosa ti porti ancora dentro dall’esperienza di Livorno?

“A Livorno ho vinto il campionato, mi sono sposato, ho fatto un figlio. E’ un ricordo ancora vivo, devo essere sempre riconoscente al Livorno, c’è racchiusa la mia vita”.

Domenica 18 si giocherà Livorno-Palermo, che partita sarà?

“Il Palermo è una squadra molto forte con tanti giocatori forti e Zenga che è un ottimo mister, farà molto bene quest’anno ma a Livorno non è facile perché è un ambiente molto caldo e in casa la squadra tira fuori il meglio di sé, sarà una bella partita. Spero vinca il Livorno, mi auguro di vedere tanti gol, io tifo per i gol…”.

Un pronostico?

“No, non lo dico perché porta male (sorride, ndr), spero vinca il Livorno”.

Zenga quando si è presentato ha detto di voler vincere il campionato. Secondo te quale può essere il traguardo perseguibile dal Palermo?

“Lo scudetto sicuramente è difficile però un piazzamento in Europa può essere alla portata del Palermo”.

In estate prima che ti trasferissi al West Ham il tuo nome è stato accostato a tante squadre, tra cui anche il Palermo. C’era stato qualche contatto con il club rosanero?

“No, non credo, la cosa che è venuta fuori dal mercato è che le squadre italiane preferiscono comprare calciatori esteri piuttosto che noi italiani e così è stato per me. Per giocare in un grande club italiano più che le doti bisogna avere il cognome straniero. Magari se mi fossi chiamato Diamantinho avrei giocato già da qualche anno in un club importante di serie A… In Italia sono più contenti di comprare giocatori esteri forse perché i tifosi vogliono più il nome che la sostanza in campo”.

Intanto il Livorno ha fatto una bella scoperta, Antonio Candreva…

“Ci ho giocato insieme due anni, per me non è una novità, so quello che può fare Candreva, non è una sorpresa. Ora è bene che faccia tante partite come sta facendo, non gli manca niente per diventare un campione”.

Il duo Russo-Ruotolo merita ancora fiducia?

“Non ho l’esperienza per rispondere. L’anno scorso Ruotolo ha dato molta carica però in campo siamo scesi noi, non c’è andato Ruotolo. E’ venuto, ha dato tanta carica ma non dimentichiamo il lavoro di Acori. Ruotolo ci ha dato la carica ma in campo siamo andati noi, comunque è un allenatore preparato e spero che faccia molto bene con il Livorno”.

Sezione: Calcio / Data: Mer 07 ottobre 2009 alle 17:45
Autore: Alessio Alaimo
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