Chiavari – In questa parte di Italia dilaniata dalla scelleratezza urbanistica e dalla stoltezza umana ancor prima che dalle piogge torrenziali, prospera ormai da qualche anno la società Virtus Entella, quarta forza calcistica della regione Liguria e cenerentola o quasi del torneo cadetto dopo la vittoria del proprio girone di Prima divisione nella stagione 2013-14. La società deve il suo nome a un corso d’acqua, il fiume Entella, che prima di sfociare nel Golfo del Tigullio bagna Chiavari (Ciävai, come dicono quaggiù) e Lavagna. L’acqua dolce, qui, di danni ne ha fatti abbastanza tant’è che in settimana i Diavoletti neri in biancoceleste hanno recuperato la 14esima giornata rimandata per il maltempo giocando e impattando 1 a 1 con il Modena di mister Novellino. Ora gli uomini del 50enne Luca Prina si trovano a quota 21 in una posizione di classifica non certo esaltante ma comunque ben lungi dall’essere preoccupante come era lecito aspettarsi poco tempo fa. Noi manchiamo da questo campo dagli anni Novanta, quando sia loro che noi brancolavamo nei gironi infernali del calcio nazionale, anime perse e condannate ad espiare colpe disumane nell’eterno anonimato della provincia. A quei tempi il campo era un campo di terra ed erba e nella Nord riempivamo tutti i posti disponibili. Oggi il terreno di gioco è in erba sintetica mista a erba naturale e per questo insidioso e traditore. Abbiamo preso le dovute precauzioni. Come allora, il settore ospiti è pieno e questa è una nota molto positiva. Veniamo da tre risultati utili e da altrettante prestazioni convincenti e in cuor nostro c’è la speranza, in un una di queste due trasferte che possiamo definire abbordabili, oppure in entrambe, di una fuga verso i piani alti, laddove lo spettro dei playoff non turba il sonno dei giusti. E’ bene comunque stare con i piedi per terra e ricordare che qui hanno inciampato rovinosamente il Carpi e il Frosinone, lasciando una dopo l’altra l’intera posta a questa irriverente compagine dallo spirito intrepido e dal carattere sbarazzino. L’inizio è scoppiettante, venticinque minuti di calcio champagne che ci esalta al fronte e nelle retrovie. Siligardi, Jelenic e di nuovo Siligardi al 21’ vicini al gol. C’è di che mettersi le mani nei capelli anche per chi non ne ha, specialmente nell’occasione non concretizzata dal numero 20 sloveno. Prima dell’intervallo anche con Vantaggiato e una bomba di Emerson che meritava miglior fortuna; ma anche una gran bella parata di Mazzoni e una traversa che ancora trema e sulla quale lo stesso non avrebbe potuto nulla. Al riposo sullo zero a zero. In tribuna vip, oltre ai presidenti direttamente interessati, anche il patron della Sampdoria, Massimo Ferrero, e quella cospicua dose di buon umore che riesce a suscitare in ogni occasione. Il tè caldo non è affatto ristoratore e, come troppo spesso accade, la ripresa ci coglie impreparati. Un torpore generalizzato annienta tutti i buoni propositi e per dieci minuti buoni siamo in balia degli eventi senza nemmeno rendersene conto. Per lo meno fino al minuto 12, quando Mazzarani, indisturbato se non da due passi di samba di Maicon ai sedici metri, fa il suo porco comodo nella nostra area e porta avanti i padroni di casa. Uno a zero e palla al centro. Anche questa volta c’è da soffrire, tirare fuori tutto quello che abbiamo per raddrizzare questa partita; e, come da copione, lo facciamo. Cutolo e Moscati per Jelenic e Maicon. Dai piedi di un subentrato, manco a dirlo, la rifinitura per il pareggio; cross di Cutolo dalla sinistra per Galabinov a centro area. Il bulgaro stacca, si libra nell’aria e fa una torsione come Roberto Bolle a Bolgheri Melody. Il popolo amaranto gioisce e canta a squarciagola anche perché ci sono altri venti minuti su cui contare. Venti minuti che trascorriamo nella metà campo della Virtus ma con scarsa fortuna. Ci proviamo fino a buio, ma a Chiavari esce la X. Molti addetti ai lavori lo avevano pronosticato. Molti sportivi amaranto un po’ meno: “Con punto alla volta si fa un maglione ma a maggio i maglioni non servono più…”.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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