Livorno – C’era Livorno-Catania all’Ardenza e lo sapevano in molti. Non tutti questi però hanno partecipato all’evento e ciò non dipende certo dalla squadra ospite con i suoi gloriosi trascorsi, tantomeno dalla squadra di casa la cui gloria è quel continuo divenire con cui tutti ci riempiamo il cuore e gli occhi. Gli stadi semivuoti sono ormai una triste realtà del nostro calcio; pur lasciando la disamina di questo increscioso fenomeno sociale a sedi più opportune non possiamo far a meno di rammaricarcene, noi sportivi e appassionati del gioco più bello del mondo. C’era da partecipare numerosi e sostenere una squadra che ha bisogno di numerosissimi dodicesimi uomini per ritrovare sé stessa in una porzione di stagione che l’ha vista partire in sordina, esplodere in una striscia di risultati esaltanti per poi implodere in una serie di prestazioni dalla qualità incerta sul piano del gioco e dei risultati; per poi ritrovasi a stanziare nella pagina di sinistra della classifica sì, anche se una delle tante a ridosso delle prime. E’ un’aurea mediocritas che non ci si confà, un essere né carne né pesce che lascia troppi spazi alle contestazioni e alle polemiche che pur non essendo sempre giustificate minano l’equilibrio di un ambiente spesso pesante da sostenere. Da sostenere c’era la squadra, ampiamente rimaneggiata, per invertire la rotta dell’ultimo mese di risultati e rilanciarla a testa alta in vetta alla classifica. Nel nostro piccolo lo abbiamo fatto. Il Catania di mister Sannino è una nobile decaduta del calcio italiano e per questo una mina vagante in giro per lo stivale. I suoi giocatori si presentano al Picchi in un perfetto gessato grigio consono al blasone della società cui appartengono e degno di una serata di gala più che di un malinconico sabato pomeriggio prenatalizio. Viene da due risultati negativi ed a maggior ragione suscita ancor più preoccupazione nella scelta delle contromisure da adottare e della strategia da prediligere. Una partita da prendere con le molle. La Nord fa il suo dovere come sempre incitando la squadra e il proprio pugile preferito (Lenny Bottai impegnato negli Usa, ndr). In Sud ci sono trenta tifosi siciliani e quindici steward toscani che convivono come si addice alla miglior tradizione del calcio europeo. Nella panchina dei locali Gautieri sfoggia un’acconciatura già da festività di fine anno; in quella degli ospiti la calvizie di Sannino è esaltata dai riflettori accesi da subito. In entrambi i casi un’estetica sintomatica di una situazione interiore tormentata. Nel giorno Santa Lucia, vergine e martire in Sicilia per mano di Diocleziano, torniamo al gol e alla vittoria. Andiamo in vantaggio subito con Jelenic e veniamo rimontati e superati prima dell’ ora di gioco. In questi sessanta minuti il Catania perde per infortunio Capuano, Martinho e Rosina e si vede costretta a tre cambi di emergenza. Nel post partita Sannino è clemente nei confronti del suo staff medico; un vero gentleman. I nostri tre cambi, invece, sono dettati dall’acume tattico del nostro mister che buttando dentro Galabinov (Luci) ,Siligardi (Cutolo) e Jefferson (Jelenic) la fa franca anche stavolta. Il pareggio lo segnano il brasiliano con un infido destro dalla istanza a mezza altezza e il portiere etneo Frison incapace di gestire al meglio il rimbalzo del pallone. Un minuto dopo il bulgaro amministra un pallone al limite con la leggerezza di un campione e fa partire un sinistro a giro che gonfia la rete e il cuore del Picchi. Dalle stalle alle stelle, sarà un buon Natale? All’ultimo minuto, in contropiede, Jefferson lancia sulla sinistra Siligardi che prima della porta avversaria ha davanti a sé la Fi-Pi-Li della domenica mattina. Con il suo piede ci regala la tranquillità per i cinque minuti di recupero stabiliti dal signor Aleandro Di Paolo della sezione di Avezzano. Dopo questa ennesima rimonta, dopo questa ulteriore prova di carattere e determinazione, l’ interrogativo più comune che tormenta gli sportivi amaranto, nella fattispecie in tribuna laterale dispari, è più che mai legittimo: siamo carne o pesce?
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
Altre notizie - Calcio
Altre notizie
- 19:20 Per l’Unione Sportiva Livorno, la decima puntata il 14 ottobre
- 11:37 Livorno-Grosseto, trasferta vietata ai tifosi maremmani
- 23:41 Serie C, il punto dopo la 9a. Spezia in fuga, riscatto Grosseto
- 16:31 Equilibrio, la carta vincente
- 16:24 Promozione. Vittoria del Piombino, sconfitte Pro Livorno e Castiglioncello
- 15:32 Eccellenza. Grande Cecina, la vittoria a Viareggio, 1 a 2, vale il primato
- 14:14 B/F. Il Golfo Piombino è troppo forte per la Pielle, 67 a 36
- 22:18 A2. A Cremona la Libertas centra il tris con un gran Lorenzo Penna, 73 a 75
- 22:06 Forlì-Livorno, le pagelle degli Amaranto
- 22:01 LNB. Pielle con autorità fa suo il derby contro Piombino, 93 a 66
- 21:48 Sala stampa. Campedelli: "Secondo tempo di grande livello"
- 20:25 Sala stampa. Lucarelli: "Siamo calati troppo nella ripresa"
- 19:57 Il Livorno illude ma poi si fa raggiungere dal Forlì, 1 a 1
- 17:07 Diretta web. Forlì-Livorno 1 a 1 (finale)
- 15:28 Forlì-Livorno, le ultime prima del match e le probabili formazioni
- 18:10 LNB. Pielle e Piombino si sfidano domenica 11 al Pala Macchia
- 09:34 La presentazione. Forlì-Livorno, amaranto in cerca di riscatto
- 22:08 A2. Libertas alla trasferta di Cremona con il roster al completo
- 22:04 Gli avversari. Forlì, squadra di qualità da non sottovalutare
- 18:21 Lucarelli sulla trasferta di Forlì: "Mi aspetto una reazione dalla squadra"
- 18:45 Coppa Italia, Spezia-Livorno del 28 ottobre in diretta su Rai Sport
- 12:54 Arbitro. Gabriele Sacchi della sezione di Macerata per Forlì-Livorno
- 23:41 Serie C. Il Gubbio esonera Di Carlo, squadra affidata a Braglia
- 11:14 Giudice sportivo. Ancora nessuna squalifica, Livorno a ranghi completi per Forlì
- 22:47 Per l’Unione Sportiva Livorno, la nona puntata il 7 ottobre con Pascali
- 21:40 Tifosi amaranto, trasferta a Forlì possibile solo per chi ha la Fidelity Card


