Livorno - Per proseguire il suo cammino alla conquista dell’Europa la Nazionale di Conte ci lascia in esclusiva i riflettori di una domenica di pallone tutta per noi. Le radioline e i loro succedanei raccontano solo di campi provincia e di gesta di compagini in lotta per coronare il sogno che vale una carriera. Un buon numero di partite da giocare al pomeriggio del dì di festa come ai tempi in cui i portieri portavano il cappellino con la tesa e i calciatori si allacciavano le scarpette passando le stringhe sotto la suola.
Ci fa visita una squadra dalla storia lunga e gloriosa, con un palmarés che fa invidia alla maggior parte delle partecipanti al campionato di serie A. Sulle spalle degli uomini di Scazzola pesa il fardello di sette scudetti conquistati nel primo Novecento e le ambizioni di riscatto stabilite con la rifondazione del 2010; sulle nostre la sconfitta di sabato scorso e soprattutto quel rigore inesistente che ancora grida vendetta. Ci auguriamo di cuore che Vincenzo Ripa di Nocera Inferiore (terzo gettone in serie B) agisca con il dovuto raziocinio. La Nord e il Capitano commemorano Luca Rondina nel dodicesimo anniversario dalla sua scomparsa. Nel formaggino della sud una trentina di tifosi piemontesi cantano confidenti nelle loro forze e di non essere venuti in Toscana solo a vedere il mare. Ma alle 16.52 eravamo tutti, ben oltre 5000, a celebrare un terzo tempo con applausi scroscianti e ovazioni di ogni genere, degno di un secondo tempo condotto e dominato da una squadra che al momento giusto ha tirato fuori gli attributi e i contro-attributi. Il primo tempo invece era iniziato alle 15.02, dopo il minuto di raccoglimento in memoria del giovane Costantini del Lanciano, con i riflettori già accesi anche se non al massimo della loro potenza.
Un cielo grigio e minaccioso incombeva sopra le nostre teste lasciando presagire niente di buono. Ma le tenebre vere e proprie sono piombate dopo 6 minuti di gioco quando su una punizione dalla tre quarti sinistra facciamo un autogol da definire con l’aggettivo più inflazionato ma allo stesso tempo più appropriato: clamoroso. Il malcapitato di turno è Mosquera che devia il traversone di Scaglia; a livello emotivo il suo rendimento ne risente per un bel pezzo. Buio pesto. Su Montenero si intravede una nuvolaglia che oscura il sole e le altre stelle. Ne segue più di un’ora di calcio incolore e mormorii coloriti. In mezzo al campo si alternano numerose sfumature di grigio a scolorire un non gioco che cela però una paziente razionalità di approccio e che lascia spazio all’ottimismo dei lungimiranti. In tribuna si fanno traballare panchine e si snocciolano i nomi del fortunato tecnico che mangerà il panettone offerto dalla Società anche in base alle sostituzioni effettuate dal mister in carica (56’ Jefferson per Luci). Tutto questo fino al 28’ della ripresa quando un raggio di luce acceso sulla fascia destra dal sinistro di Siligardi restituisce la vista e il miraggio della rimonta a tutto il popolo amaranto. La Freccia emiliana mette in mezzo un pallone con su scritto “basta spingere” e Vantaggiato fa quello che deve fare. Non contento, cinque minuti più tardi, ennesima scorribanda sulla destra e un sinistro che dopo la deviazione di Matute assume le sembianze di una curva disegnata con Autocad; imprendibile. Due minuti dopo Berlinghieri per Cutolo; Padre Pio sa il fatto suo, parole del Presidentissimo. La cantera dell’As Livorno non fa rimpiangere le assenze degli squalificati, infortunati e nazionali in giro per il mondo. Al 41’ Vantaggiato dalla sinistra assiste Siquiera Andrade Jefferson per la sua prima marcatura in amaranto e la sua rinascita a nuova vita. Il sole sta tramontando ma alcuni raggi si insinuano prepotenti sul terreno di gioco e sugli spalti. Sembra che faccia anche più caldo. Dalla sud arrivano notizie riguardo un tifoso ospite, evidentemente provvisto di numero esiguo di neuroni attivi, che aggredisce, colpendolo al volto, uno steward. Si sprecano manifestazioni di rammarico e compassione; per il tifoso, è ovvio. Un Daspo provvidenziale farà il suo corso.
Ultima voce da Piazzale Montello: “Se per vincere qui bisogna fare prima un autogol … va bene lo stesso!”. Livorno – Pro Vercelli 3 a 1.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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