Livorno – Per la quinta di campionato e per l’immensa gioia dei detrattori del Livorno 2015-16 arriva all’Ardenza il primo squadrone dell’annata, la prima big, dopo lo sciagurato Pescara, con cui misurare il reale valore dell’undici di Panucci. La partita con lo Spezia di Bjelica, la rivale di sempre e storicamente avversario ostico, è per i più convinti tra gli scettici il test migliore per valutare di che pasta è fatta questa squadra e per capire quali garanzie potrà dare nel lungo periodo. Per la stessa porzione di pubblico, infatti, dopo la fortunata vittoria all’esordio e i tre successi con le ultime tre in classifica, il calendario ci offre la possibilità di non beneficiare di nessuno sconto o presunto vantaggio e confrontarsi ad armi pari in una gara da sempre equilibrata. I precedenti parlano chiaro, le statistiche più recenti sono impietose nei nostri confronti. Il Livorno non supera lo Spezia in casa dall’ottobre del 1988 per cui parlare di bestia nera non è certo fuori luogo. Per tali e tanti motivi il segno 1 è super quotato da tutti i bookmaker e in città è stata vissuta una settimana da derby anche se di derby non si tratta.
Lo Spezia è una legione straniera di indubbio valore tecnico e di mercato. Una società che da qualche anno investe per lanciarsi nel calcio che conta. Grandi investimenti, progetti ambiziosi ed entusiasmi sbandierati ai quattro venti ma con risultati che non sono mai stati particolarmente eclatanti a parte quello di venire a spadroneggiare, per oltre un quarto di secolo, in casa nostra. Panucci non è ancora emotivamente coinvolto da questa sfida e ha preparato una partita di calcio come tutte le altre. Non può contare sul suo top scorer ed è corso ai ripari con una soluzione tattica che soddisfa in egual maniera la critica e il pubblico. Il presidente Spinelli raggiunge lo stadio alle 13.56. Più o meno da quell’ora le due tifoserie iniziano a mandarsi a quel paese senza soluzione di continuità.
L’uomo partita del primo tempo è il portiere argentino Leandro Chichizola che salva il risultato su almeno quattro nitide palle gol. Dopo 20’ di sostanziale equilibrio con squadre ben compatte e pochi spazi da sfruttare il Livorno prende in mano le redini del gioco e mette in condizioni di segnare Jelenič, Aramu e Fedato e al 32° Comi. La squadra è viva, la manovra è fluida, le conclusioni efficaci anche se leggermente imprecise. Si respira aria di riscatto in campo e fuori. Al 43° lo Spezia imbastisce la prima azione offensiva propriamente detta e segna. Sulla trequarti Catellani inventa di tacco per Migliore che pesca in mezzo all’area l’esterno croato Šitum per il tap in vincente. Si va al riposo con le mani nei capelli, eccetto Panucci che continua a tenerle in tasca.
Nella ripresa i tempi di gioco sono più blandi ma i cambi si rivelano azzeccati e il Livorno combatte su ogni pallone per arrivare al pareggio. La Nord è un mare amaranto che si agita al vento della riscossa. Durante il pressing Cristian Pasqauto prende le misure per due volte alla porta avversaria. Alla terza, è il 72°, si libera della marcatura di Juande e con un destro rasoterra trova l’angolo lontano per un pareggio che arriva come una liberazione. Tutti sotto la Nord a festeggiare e raccogliere il meritato plauso, nessuno a prendere il pallone in fondo al sacco per riportarlo nel cerchio. Solo per qualche minuto il Livorno sembra pago ma giocare per il pareggio non è nel dna del mister, come conseguenza della squadra, per natura dei suoi sostenitori. La doccia fredda arriva nel finale, in una azione fotocopia, con gli stessi protagonisti. A concludere è però il subentrato Emanuele Calaiò, 33enne marpione dell’area di rigore che insacca un pallone user friendly arrivato dalla destra. A guardare il tabellino si tratta della seconda azione offensiva propriamente detta dello Spezia. Il settore ospiti esplode in 1500 grida di vittoria, la Nord non smette di cantare mai.
Il Livorno non ha demeritato, anzi, anche un pareggio sarebbe stato stretto. Ma per scrivere questo, sugli almanacchi del calcio, non si trova mai spazio. Anche questa volta –“Niente da fare contro la bestia nera …”
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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