Crotone – E’ un Livorno decimato quello che per l’ottava giornata fa visita al lanciatissimo Crotone del croato Ivan Jurić. La compagine pitagorica è l’autentica rivelazione del campionato e vanta un ruolino di marcia invidiabile e insperato. Allo Scida hanno lasciato la posta piena le tre squadre che ci hanno preceduto incassando sonore sconfitte e soffrendo la supremazia dei padroni di casa. Alex Cordaz e la sua cresta non subiscono gol da qualcosa come 335 minuti e sugli spalti si respira un entusiasmo più che giustificato.
Le picconate di Spinelli sulle scelte tattiche di Panucci hanno scandito l’intera settimana rimettendo in discussione tutte le certezze acquisite nelle prime giornate. In effetti, ogni piano b messo in atto per contrastare l’assenza di mezza squadra titolare non è risultato efficace, anche se il cuore ci impedisce di farcene una ragione. Il 4-3-3 di oggi è una formazione inedita ed alquanto a sorpresa, con esordi inattesi ed esclusioni eccellenti. Lo stesso cuore ci fa incrociare le dita e confidare nel roseo futuro dei nostri giovani.
Il primo tempo è all'insegna dell’equilibrio. Peccato che al 2° di gioco Bunino, dopo aver vinto un rimpallo al limite e essersi ritrovato a tu per tu con il portiere avversario, concluda senza la necessaria freddezza. All'inizio i ritmi sono serrati con squadre lunghe e rapidi capovolgimenti di fronte. Con il passare dei minuti le squadre si accorciano e si coprono, il gioco forzatamente rallenta. La prima conclusione del Crotone arriva al 25°, il Livorno giovane ed inesperto non demerita tenendo testa alla più rodata e tecnicamente fornita squadra di casa. Crea e conclude senza timori reverenziali. I venticinque del Club Amaranto Il Porto applaudono dal formaggino il consueto impegno dei ragazzi. Né Panucci né Jurić riescono a stare seduti. Si va al riposo in svantaggio per la solita maledetta disattenzione difensiva sulla solita maledetta azione sulla fascia. Il numero 8 Balasa arriva a rimorchio dalla trequarti e ringraziando sentitamente insacca il cross basso dalla sinistra. Un film visto e rivisto troppe volte.
La ripresa, nonostante gli innesti di Aramu, Comi e Gonnelli, sancisce la netta superiorità dei calabresi e ci condanna alla terza sconfitta. Il raddoppio giunge nel periodo di massimo sforzo del Livorno dopo le successive conclusioni di Aramu e Pasquato, almeno due di quest’ultimo sono da considerarsi pericolose. Corre il 20° quando Morelli paga il dazio all’anagrafe e ad un minutaggio irrisorio per la categoria imboccando il crotoniate di nascita Torromino appena subentrato per un lob fortunoso che però supera Pinsoglio. Sono cose che succedono ai giovani di belle speranze ma siamo tutti sicuri che il ragazzo si farà. La classifica real time vede il Crotone da solo in testa alla classifica e il Po popopo popopo risuona in tutta Via Giovanni Paolo II. Il 3 a 0, invece, scaturisce da un’azione d’attacco da manuale, caratterizzata dall’impostazione corale, dalla rifinitura magistrale e dalla realizzazione impeccabile di Capezzi. Tanto di cappello ai ragazzi di Jurić che comunque seguita inginocchiato nell’area tecnica, cronometro alla mano. Panucci rimane appoggiato al montante della panchina come alla fermata di un autobus in evidente ritardo. Quando il signor Gianluca Manganiello della sezione di Pinerolo fischia tre volte il risultato è da tempo archiviato.
Si tratta di una sconfitta netta e sonora, pesante ma indiscutibile. Nessuna sorpresa ha ribaltato il pronostico della vigilia, nessun cavallo di Troia ha destabilizzato le gerarchie degli schieramenti. Il risultato ci sta tutto ma ci consola il fatto che la squadra, in palese difficoltà, ci ha provato fino alla fine. La classifica è corta, oggi perdono sei delle prime dieci, e ci permette ancora sonni tranquilli. Il solo punto raccolto nelle ultime quattro uscite induce a profonde riflessioni sul chi siamo e dove andiamo. Si spera che nelle prossime trentasei partite arrivino risposte eloquenti.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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