Livorno – I tre punti in palio per Livorno - Modena hanno acquisito durante la settimana un peso specifico superiore alle altre vittorie; quelle reali, presunte tali o solo strenuamente sognate. E’ la nona giornata, e visto che le prime quattro sono da incorniciare mentre le altre quattro da dimenticare, urge una prova che avvalori i sogni di gloria di una tifoseria che ormai non ha più certezze. Dall’infermeria arrivano segnali positivi e in panca si rivede il Toro di Brindisi; è mancato a tutti, non lo si può negare, non solo dal punto di vista affettivo. Sono state quattro partite in cui là davanti abbiamo palesato una preoccupante mancanza di concretezza e nessuna delle combinazioni provate in emergenza è stata all’altezza delle aspettative. I numeri dell’ultimo mese sono impietosi. Il tridente di oggi ha un potenziale ragguardevole, il cielo terso e la prospettiva di un turno infrasettimanale accessibile predispongono lo stato d’animo a slanci ottimistici. Hernan Crespo è venuto sul mare per non prenderne ma non ha mai nascosto la fantasia di poter approfittare del nostro momento no. Anche la sua classifica lascia molto a desiderare.
In avvio i canarini ci tengono testa senza evidenti difficoltà. La gara è equilibrata e con poche emozioni anche se gli amaranto, col passare dei minuti, si impongono e soprattutto acquisiscono il predominio del centrocampo. Il giovane Besea non riesce a decollare e il nostro Belingheri soffre; anche se Giorico si dimostra all'altezza, è un reparto destinato a soccombere. In attacco, con l’uscita di Mazzarani al 28° infortunato e sostituito da Luppi, la squadra di Crespo fa vedere veramente poco. Le nostre iniziative non sono né di più né migliori ma lo vede anche un profano che sono ispirate da una determinazione di tutt’altra natura.
Panucci imbocca il tunnel con in testa un’idea meravigliosa, Jelenič rimane sul green per riscaldarsi e sostituire come si deve un inapprezzabile Biagianti. L’incedere di Crespo la dice lunga sulla ramanzina che ha intensione di somministrare negli spogliatoi, il suo italiano glielo permette. I torsi nudi della Nord accompagnano con un Forza ragazzi che gonfia i cuori e schiarisce le menti. Nella Sud i centocinquanta modenesi si interrogano perplessi sugli effetti della rivoluzione terrestre a queste latitudini.
Nella ripresa Panucci svincola Pasquato posizionandolo a stretto contatto di Comi e il Livorno segna dopo 10’. Lancio di Ceccherini, Thiago Rangel Cionek e Lino Marzorati saltano in coppia su Comi che riesce a spizzare per Pasquato che si infila centralmente. Il genietto prende la mira e dal limite fulmina Provedel. La reazione del Modena è debole, non produce occasioni che impensieriscono. Sudori freddi solo al 59° quando Luci maltratta Nizzetto in area: il signor Federico La Penna della sezione di Roma 1 non vede irregolarità da punire e ci allunga la vita non fischiando il reclamato rigore. Ne fa le spese il Ds Taibi che viene espulso. Al 76° un provato Lambrughi lascia spazio a Gasbarro. La più nitida opportunità per ripiombare nel baratro è all’89° quando Melchiorri, entrato con Doninelli nel doppio cambio con Belingheri, applauditissimo, e Besea, regala a Nizzetto la palla del pari: il sinistro del gialloblù è fuori di un soffio. I sospiri di sollievo sugli spalti fanno rumore. Il Livorno sfiora il raddoppio al 79° con Aramu, da mangiarsi le mani, e aspetta che il Modena si sbilanci e allarghi la retrovia. Al 85° torna in campo Vantaggiato e il Modena perde la tramontana. Nel recupero, 3° e ultimo minuto, il mattatore Pasquato segna come Pinturicchio il 4 luglio del 2006 a Dortmund e ci regala la più bella domenica di questo autunno.
Dopo quindici anni il Livorno batte il Modena, dopo tre sconfitte e un pareggio torna a vincere e dopo otto gare chiude una partita senza subire gol. Data l’estrazione geografica dell’avversario di oggi non si può non parlare di un risultato balsamico.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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