Latina – C’è un’atmosfera da l’ultima spiaggia al Francioni di Latina, a coronamento di un lungo periodo di crisi e di una settimana tormentata per il club pontino. La classifica parla una lingua universale inequivocabile e anche il cambio della guida tecnica, al momento, non ha ancora invertito il trend negativo dei risultati. La società ha pensato bene di richiamare il grande pubblico con una promozione da grande catena commerciale; due tagliandi al prezzo di uno per riempire l’impianto di piazzale Prampolini e fornire il doveroso supporto a questa squadra la cui fragilità mentale l’ha trascinata in ultima posizione. Oltre tremila biglietti venduti, in oltre seimila ad affiancare gli abbonati nel ruolo di dodicesimo uomo più che mai necessario. Da poco è stato eletto il dodicesimo presidente della Repubblica Italiana, Mattarella, e la notizia distoglie non poco dalle ansie per l’imminente prestazione dei propri beniamini. Il suo giuramento rassicurerà un intero Paese mentre i prossimi novantacinque minuti saranno decisivi per i padroni di casa. Si parla di partita da dentro o fuori ed in effetti lo è. La concentrazione dei Leoni alati neroazzurri è elevata alla massima potenza. Il Livorno, reduce dalle vittorie ristoratrici di una e due settimane orsono, dovrebbe godere di una condizione psicologica più favorevole, mitigata sulle ali di un entusiasmo giustificato e minata solo dalla paura di sé stesso. L’ingresso in campo dei giocatori è guidato dai tre bambini del fairplay che fanno bella mostra dell’album dei calciatori che è stato l’abbecedario dei loro padri. Contemporaneamente, nelle due panchine, prendono posto i due neoallenatori che hanno trovato i galloni sotto l’albero di Natale come promozione dalle rispettive primavere. Il cipiglio di mister Gelain la dice tutta, il nodo della cravatta di mister Iuliano, altrettanto. Quando il signor Aureliano di Bologna fischia l’inizio delle ostilità, le questioni del Quirinale vengono soppiantate da preoccupazioni senza dubbio più futili ma al contempo più impellenti; ci sarà un intero settennio per preoccuparsene a tempo pieno. Il Colle può attendere, il Latina no. Parte a spron battuto e, attaccando a testa bassa, scopre i fianchi per i nostri esterni che lavorano come si deve. Al 15’ Galabinov si porta dietro un paio di difensori e lascia a Cutolo lo spazio sufficiente per far partire una staffillata tagliata con il sinistro che rientra quanto basta per superare Di Gennaro. Il pareggio del Latina è il più classico degli autogol in cui il malcapitato di turno, Emerson, non può far altro che appellarsi alla sua buona stella affinché si rimetta in carreggiata. Shit happens, recita il dogma affibbiato dalla satira al Confucianesimo e rimane un concetto universalmente riconosciuto e condiviso, specialmente se nell’immediato non si agisce di conseguenza. Ci si aspetta il Livorno per la sua classifica e il suo organico di categoria, esce fuori il Latina per la sua fame di punti e per l’acqua che arriva fino alla gola. Il secondo tempo, 52 minuti, è pirotecnico, è vero, ma le nostre polveri sono meno esplosive, evidentemente umidificate dalla mancanza di fiducia e di stimoli giusti. Subiamo un secondo gol che definire evitabile è riduttivo, Valiani al 56’, e subito dopo iniziamo a spengerci a poco a poco. Per grazie ricevuta, al 75’ riusciamo a portarci in avanti e induciamo Bidaoui ad atterrare Jelenic in area. Il fischio dell’arbitro innesca in tribuna un festival, quello della contumelia, che non ha bisogno di presentatori ne’ di vallette. Vantaggiato trasforma il rigore e incita alla riscossa, forse gasato dalla sua decima marcatura. Tre minuti dopo, dall’altra parte, sul dischetto c’è Olivera, acquistato a titolo definitivo da pochi giorni e subentrato da pochi minuti. Se lo zingaro del gol uruguagio segna il suo primo gol in neroazzurro lo deve al secondo giallo di Gonnelli che stende Crimi in area. Finiamo in nove, all’85’ rosso diretto per Emerson, e lasciamo il terreno di gioco tra le note di Forza Latina di Marco Napoli sparate a tutto volume. Sembra il God save the Queen in filodiffusione a Wembley. Prima vittoria per Iuliano, prima sconfitta per Gelain. Proprio mentre gli addetti alla sicurezza permettono ai sostenitori ospiti di abbandonare gli spalti qualcuno con la sciarpa amaranto riflette ad alta voce in questi termini: “Meglio restare con i piedi per terra”. Latina batte Livorno 3 a 2.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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