Varese – Era proprio il 14 di febbraio di un secolo fa quando le dirigenze di Spes e Virtus Juventusque si convinsero a vicenda che per fare la forza occorreva un’unione di nome e di fatto e diedero vita, formalizzando il tutto qualche giorno dopo, il 17, all’Unione Sportiva Livorno come una unica squadra di calcio della città. Era il San Valentino del 1915 quando nasceva la storia d’amore lunga e tormentata di cui, da cento anni, tutti gli sportivi amaranto si nutrono ogni domenica con la fedeltà e la devozione che solo chi è perdutamente innamorato può dimostrare. E ancora innamorati come il primo giorno, siamo a celebrare il nostro primo centenario sulla scia di una serie positiva di risultati che ci hanno visto protagonisti dal girone di ritorno. Sotto la guida di mister Gelain 9 punti su 12 hanno consolidato una posizione di classifica confortante nell’ottica di quelle ambizioni che nessuno di noi ha mai saputo nascondere e che in un giorno così importante possono essere l’x factor decisivo per la gara. Di punti in classifica il Varese ne ha molti meno ma la maggior parte di essi li ha raccolti su questo campo, quello dello stadio comunale Franco Ossola, dove gli uomini di Bettinelli hanno sempre venduto cara la pelle con tempra invidiabile a sopperire alcune lacune tecnico – tattiche che spesso si sono rivelate fatali nell’economia della squadra. Nel computo totale anche i 3 punti di penalizzazione per alcune irregolarità amministrative che con il calcio espresso sin qui dal Varese hanno ben poco a che vedere. Per il nostro centesimo compleanno Masnago si è vestito di grigio e una giornata fredda e piovosa, bastano le dita di una mano per contare i gradi centigradi percepiti, sembra somatizzare gli umori dei padroni di casa e di tutta la tifoseria. Nel grigiore totale di questo pomeriggio particolare spicca il giallo bordato di amaranto della terza maglia del Livorno, quella appositamente scelta per spegnere le 100 candeline sulla torta. Il primo tempo termina sullo 0 a 0 ma non senza gioco e occasioni per impensierire la retroguardia varesina. Al 25° Vantaggiato, per l’occasione taglio tattico stile Navy Seals, calcia una punizione dai 25 metri che non si insacca sotto la traversa solo per il balzo felino del portiere Perucchini. Prima dell’intervallo anche due tiri da distanza siderale di Emerson che avrebbero meritato miglior fortuna solo per il fatto che sta disputando la sua centesima partita in B. Bene anche Mazzoni per la parata su tiro di Zecchin deviato da Ceccherini; con riflessi da Uomo ragno smanaccia in corner e salva il risultato. Il manto erboso dell’Ossola parzialmente sostituito durante la settimana, la pioggia leggera ma insistente, il latente malumore sugli spalti e chissà quali e quante altre dinamiche interne incidono profondamente sul rendimento in campo dei bianco-crociati i quali già all’inizio ripresa stentano in fase di impostazione e appaiono sulle gambe. La torta è pronta, le candeline sono contate e pronte ad essere accese. La ciliegina arriva al 56' quando Luca Siligardi raccoglie sulla fascia destra un lancio dalle retrovie, si accentra lasciando sul posto tutti quelli che gli si presentano innanzi e con quel sinistro poetico che si ritrova declama un endecasillabo che fa rima baciata a fil di palo alla destra dell’incolpevole estremo difensore. E’ lui il match winner, il primo regalo di compleanno arriva da un giocatore ritrovato definitivamente. Il Varese accusa. Mani sui fianchi e sguardi per terra. Bettinelli corre ai ripari mettendo dentro Jakimovski e Forte per Luoni e Zecchin. Gelain si tutela con Gemiti per Ceccherini ammonito, Moscati per Jelenic esausto e Galabinov per Siligardi osannato. Mancano 20 minuti ma è già game over a Masnago. Da una curva si innesca la contestazione verso la presidenza, lo staff tecnico e a cascata sugli undici in campo; dall’altra, nel settore ospiti quasi al completo, si pregustano una torta ricca e saporita e 100 candeline su cui soffiare a pieni polmoni. Al 90° + 3, finalmente, si può intonare Happy birthday to you, happy birthday to you. Cento di questi giorni, Livorno!
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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