Livorno - E’ la seconda volta nella loro storia tra Lanciano e Livorno all’impianto comunale Guido Biondi e lo stadio è vestito a festa. I rossoneri della Virtus raccolgono punti da otto giornate consecutive e la loro posizione in classifica è rassicurate. Ma soprattutto l’atmosfera e il contorno sono quelli delle grandi occasioni perché è il Guatieri-Day, il ritorno dell’eroe della prima e storica promozione in B della formazione della provincia teatina. Due anni indimenticabili e indimenticati per il mister napoletano quelli tra il 2011 e 2013 in cui ha guidato la squadra ad una promozione ed alla successiva permanenza. Due anni indimenticabili e indimenticati per i tifosi lancianesi che grazie al suo operato si godono i propri beniamini nel calcio che conta. Il pubblico gli riserva un tributo di affetto e riconoscenza tanto caloroso quanto spontaneo. Il mister ricambia i saluti visibilmente commosso prima di sedersi sulla panchina riservata agli ospiti.
Dal canto suo il popolo amaranto si attende continuità dopo l’eccellente dimostrazione di orgoglio e di gioco della settimana scorsa, quella continuità che permetterebbe alla squadra di rimanere ai piani alti della classifica e di far sognare i momenti di gloria che l’anno del centenario meriterebbe. Il rientro dal primo minuto di capitan Luci, favorito anche dall’infortunio di Biagianti sembra di buon auspicio e fa ben sperare per il gioco e il risultato. Il gioco c’è e già dai primi minuti. Il tridente parte con Galabinov al centro e Vantaggato e Siligardi esterni, sembra ispirato e si produce in occasioni su occasioni, una dopo l’altra a preludio di una segnatura che però non arriva. Siamo venuti in Abruzzo con poca cattiveria agonistica e una freddezza sotto porta insufficiente che si intuisce sin dai primi minuti. Si va in bianco, come la maglia da trasferta. Inoltre La Virtus non sta certo a guardare; Mazzoni ha il suo bel da fare per mantenere la porta inviolata dagli attacchi avversari che seppur privi dei frombolieri Thiam e Cerri costruiscono e concludono con rara intensità. E’ una bella partita, le occasioni da gol fioccano da ambo le parti. Il possesso palla è leggermente a vantaggio dei padroni di casa ma l’equilibrio regna sovrano e sembra destinato a durare fino alla fine. Il cambio Cutolo per Galabinov non sorte gli effetti desiderati; quello d Gemiti per Siligardi la dice lunga.
Quando la partita sembra destinata ad un pari che comunque sarebbe stato stretto a mister Gautieri , lo ammetterà in sala stampa, corre il minuto 33 della ripresa, accade l’irreparabile. La giacchetta nera designata per la gara odierna, il signor Federico La Penna di Roma, 42 presenze in B e 1 in A, decreta un rigore molto discusso per un ipotetico intervento di Ceccherini su Gatto appena entrato in area palla al piede. Le proteste sono vibranti e reiterate in virtù del fatto che La Penna vede un fallo che neanche la fervida fantasia dei fratelli Grimm avrebbe potuto partorire. Secondo giallo per Ceccherini e Livorno in dieci. Dagli undici metri l’ex Piccolo trasforma il rigore beffa nella stessa porta del pareggio in extremis del dicembre 2012 e fa esplodere di gioia lo stadio intitolato al compianto calciatore lancianese scomparso improvvisamente nel 1999. Nei 13 minuti che rimangono più i 4 neutralizzati dall’arbitro, Surraco per Luci, il Livorno si riversa a capofitto nella metà campo avversaria ma anche in questo scorcio di partita, per di più in inferiorità numerica, gli attacchi risultano sterili e la partita non si raddrizza.
Vox populi, vox dei... A Lanciano, nemmeno se si giocava altre due ore. Virtus Lanciano – Livorno 1 a 0.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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