Chiavari – Rinfrancati dai tre punti di tre giorni fa ci presentiamo al turno infrasettimanale con quella baldanza e quella fierezza che purtroppo avevamo dimenticato di avere nel nostro dna. Mister Panucci, però, ha placato gli entusiasmi imponendo a tutti la determinazione come unica strada percorribile per andare lontano. Esige una mentalità operaia, in particolar modo dalla difesa, il reparto più responsabile dei patemi d’animo che si è trovato a sopportare nell’ultimo mese. Il fatto che la Virtus Entella sia una ripescata che milita in B solo per gli illeciti sportivi altrui non fa che rafforzare la sua convinzione proprio perché la superbia, oltre a essere un peccato capitale, sarebbe in questo frangente esiziale per la squadra amaranto. Per fugare ogni insostenibile leggerezza dell’essere il mister schiera il solito 4-2-3-1 con Vantaggiato in campo dal primo minuto e il palese intento di far male già da subito. La squadra di mister Aglietti, nella distinta di stasera si contano dieci italiani su undici, occupa una posizione in classifica più che dignitosa; segna poco ma subisce ancora meno. Al momento la sua difesa a quattro vanta un’imbattibilità di oltre quattrocento minuti. Per scardinarla occorre una squadra dalla mentalità operaia che approcci la partita con la giusta dose di razionalità e cinismo.
Nonostante la serata piovosa il Comunale di Chiavari presenta una buona cornice di pubblico anche per i trecento livornesi accorsi con tutto il loro entusiasmo. Il tabellone dalla tecnologia di ultima generazione promette replay da cineteca, la curva ovest eterna fedeltà ai diavoletti neri. Il presidente Spinelli si presenta puntuale all’appuntamento con le emozioni forti.
Il primo tempo è un monologo amaranto. Al duplice fischio del signor Luigi Nasca della sezione di Bari si contano otto conclusioni in porta di cui almeno sei, ispirate dalla viscidità del sintetico bagnato, da fuori. I guanti di Iacobucci iniziano a scaldarsi al 15° grazie al destro di Pasquato e non si raffreddano più fino all’intervallo. Il Livorno pressa alto, recupera palloni, costruisce e conclude. Il sorvegliato speciale è Daniele Vantaggiato che si accaparra le attenzioni dei due centrali biancocelesti cosicché Jelenič e Aramu godono di una maggiore libertà di offendere sulle fasce. L’Entella è timida, visibilmente intimorita quando saliamo. L'ex Cutolo fa fatica a smistare fra le linee per Caputo e Petkovic, Pinsoglio è più infastidito dalla pioggia che non dalle pressioni avversarie.
Nella ripresa aumenta la pioggia e l’inaffidabilità del terreno di gioco. Con il palo colpito su punizione dal subentrato Sini aumenta anche l’autostima della Virtus che ci prova con maggiore convinzione. Prima e dopo ci sono le due limpide occasioni per portare a casa il risultato con Vantaggiato al 10° e Pasquato al 17°. Panucci è impassibile e asciutto, Aglietti su tutte le furie e fradicio. Nel finale, recupero compreso, l’Entella produce il massimo sforzo e costringe il Livorno ai paletti. La difesa tiene, e questa è una gran cosa. La mediana non riparte ma gestisce il possesso palla con lucidità. L’esperimento di Kukoc come laterale di centrocampo dura troppo poco per essere valutato ma lascia buoni spunti di riflessione.
Il pareggio con una squadra difficile su un campo difficile in un turno supplementare è da considerarsi un buon risultato. Un punto che dà continuità, fiducia e stimoli. La mentalità grazie alla quale è maturato è quella che, o prima o dopo, paga. Il paradiso è ancora lontano ma la strada è sicuramente questa.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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