Bari – E’ una prassi inconsueta quella di giocare una partita di campionato nel tardo pomeriggio ma il calendario e le esigenze televisive non possono certo assecondare il tè o l’aperitivo per cui il posticipo della 14esima di andata tra Bari e Livorno si gioca alle 17.30 come se fosse il più normale degli orari. Altrettanto inusitato è vedere aggirarsi sull’altra panchina i ciuffi biondi di mister Nicola dopo tutte le avventure, belle e brutte, affrontate insieme. O prima o dopo, ci si abitua a tutto.
Il Bari è una candidata alla promozione e stanzia nelle prime posizioni di classifica ormai da tempo. La partita è di cartello, il pubblico, nonostante i petali del San Nicola presentino ampi spazi vuoti, è quello delle grandi occasioni. Oltre agli 11mila abbonati ci sono oggi altrettanti paganti. Il quarto stadio più capiente d’Italia non rende giustizia al calore della tifoseria pugliese. I venti fedelissimi amaranto rischiano attacchi di agorafobia.
Come da esplicite disposizioni di mister Panucci il Livorno inizia la partita a viso aperto disputando un buon avvio di partita e, nel complesso, un discreto primo tempo. La prima occasione da gol è amaranto ma i piedi ancora infreddoliti di Jherson Vergara non sono all’altezza della situazione. La gara è piacevole, apprezzabili le iniziative da ambo le parti. Ritmo non incalzante ma mai sotto i limiti della decenza. Con il passare dei minuti il Livorno abbassa di una ventina di metri il baricentro e i galletti ne approfittano per intensificare il loro forcing. Le azioni del Bari si fanno intense e ficcanti, Rosinaldo e compagni prendono fiducia e ci provano senza ritegno. Pinsoglio, con il sostegno dei montanti, salva a più riprese il risultato e mette una seria ipoteca sul riconoscimento per l'uomo partita.
La ripresa inizia con i migliori auspici e propositi; e anche con la migliore giocata. Al 9° Vantaggiato segna correggendo da avvoltoio un diagonale dalla destra. Il signor Luca Pairetto della sezione di Torino considera influente un fallo di Fedato al limite dell’area rigore e toglie a Panucci la gioia del gol e dieci anni di vita. Non è mal di poco perché il Bari, il tecnico lo sa benissimo, ha costruito la sua posizione in classifica con i punti racimolati nella ripresa. Statistiche alla mano è la porzione di partita più feconda. In ogni caso, il Livorno fa la sua onesta partita di contenimento e ripartenza, soffrendo con ammirevole dignità; anche in quel brutto quarto d’ora che gioca in inferiorità numerica per la somma di ammonizioni di Vergara. Pinsoglio e i legni continuano a fare la loro parte a salvaguardia di un pari che avvicinandosi al triplice fischio si fa sempre più allettante. Tutto questo fino a 2’ dalla fine quando in numero 19 in rosso, R. Maniero, riceve in area una palla appetibile, inebria Ceccherini e fulmina Pinsoglio con un destro imprendibile. Riccardo Maniero, di nuovo lui, contabilizza il quinto centro stagionale e porta la sua squadra al secondo posto in classifica. Il resto del tempo regolamentare trascorre tra le esultanze legittime degli uomini di Nicola, i 3’ di recupero tra le sostituzioni da l’una e dall’altra parte. La Nord è un tripudio di bianco e rosso, il settore ospiti il deserto dei tartari.
Un risultato che, per come maturato, lascia molto amaro in bocca. Anche se, a ben vedere, il tabellino è a favore dei nostri avversari, non fosse altro per i pali e le traverse che per troppe volte hanno tremato nella nostra porta. Rientrare con questo fardello sulle spalle è ancor più faticoso.
Autore: Emilio Guardavilla / Twitter: @amarantanews
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