Livorno - L’ultima volta che il Borgo tagliava per primo il traguardo della Coppa Risiatori era il lontano 2001. Il Presidente della Repubblica era Carlo Azeglio Ciampi, alla guida del Livorno Calcio c’era Jaconi, che timbrava la vetta della serie C1 per conquistare la serie B e dei social non esisteva neanche l’ombra. Ce ne sono stati di cambiamenti da quel momento, e dando un’occhiata all’albo della Risiatori per il Borgo sono stati tempi difficili. Un’attesa durata ben venti interminabili anni per la cantina degli Scali Novi Lena, terminata oggi con una sontuosa prestazione nella gara remiera più faticosa che ci sia. Il Borgo Cappuccini infatti è riuscito a conquistarsi la vetta alla partenza dalla Torre della Meloria, e sotto il cielo grigio ha continuato a remare con costanza, nonostante la presenza continua di un Venezia che non voleva masticare la parola “arresa”. Dietro di loro, nella prima fase di gara, Ovosodo, San Jacopo e Pontino si contendevano il terzo posto. Solamente dopo i primi 25 minuti di gara il Venezia, campione in carica, si è fatto davvero avanti arrivando testa a testa con i rivali. Un duello che però è durato poco, dato che all’entrata in porto, il Borgo ha tagliato per primo, con il gozzo veneziano per la prima volta durante la gara in affanno. Un momento di respiro evidentemente per il Venezia, che gli ha portati a pagare un salario molto alto, perdendo così la scia del Borgo Cappuccini. Da questo momento, la cantina di proprietà della famiglia Neri è riuscita a dare il colpo di grazia, staccando definitivamente il Venezia dopo 7600 metri, con le ultime forze rimaste, che hanno fatto la differenza, permettendo al Borgo di indossare la corona d’alloro dei vincitori, che non si posava sulla barca bianconera da ormai troppo tempo. Sconfitta dura da digerire per il Venezia, che avrà la possibilità di rifarsi a breve, nel Palio. Grande gara da parte del Salviano, che si aggiudica il terzo posto, dopo aver lottato con le unghie e con i denti sin dalla partenza, mettendo le cose in chiaro e rendendo unica ogni spinta del remo. Seguono Pontino, Ovosodo, Ardenza, San Jacopo e Labrone. Gara forse un po’ sottotono da parte della cantina ardenzina. C’è da dire però che questi ragazzi vogano da poco tempo insieme, e avranno tutto il tempo per dimostrare il loro potenziale. La qualità infatti risponde presente all'appello di questa cantina, che deve solamente rendere il gruppo ancor più compatto. Non male neanche Pontino, Ovosodo e San Jacopo. Come il Salviano, sono partiti puntando al terzo posto, che purtroppo non è arrivato. Quello che resta però, proprio come per i ragazzi del Labrone, fanalino di coda del gruppo, è la partecipazione a questo storico evento sportivo della città livornese, e una prestazione costruita sul sudore e la speranza di esultare a largo della costa labronica. Tuttavia, ognuno di questi grandi atleti deve essere onorato, perché protagonista di fatiche che solo chi lottava per il pane quotidiano in mezzo al mare, proprio come i Risiatori, sapeva intendere, in una gara che è sinonimo di fatica e sacrificio. Si chiude quindi la 42esima edizione della Risiatori, ma il tempo di esultare per i ragazzi del Borgo non è molto, e mentre meritatamente si godono ciò che si sono conquistati, il Venezia guarda dalla finestra, in silenzio, contando i giorni che mancano al Palio Marinaro, che sarà senz’altro scoppiettante.
Questo l'ordine d'arrivo.
Borgo Cappuccini 35' 45' '57; Venezia 35' 59'' 75; Salviano 37' 24'' 90; Pontino San Marco 37' 55'' 56; Ovosodo 38' 11'' 13; Ardenza La Rosa 38' 20'' 71; San Jacopo 39' 08'' 40; Labrone 40' 55'' 79.
Autore: Jacopo Morelli / Twitter: @amarantanews
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