Livorno – Tutti, adesso, vorrebbero andare a Modena, dove sabato il Livorno affronterà il Sassuolo in quello che si preannuncia come una sorta di “spareggio”. Ma tutti chi? Di sicuro, potranno andarci coloro che sono in possesso della “tessera del tifoso”. Dopodichè, se l’Osservatorio nazionale si pronuncerà in questo senso, ogni “tifoso tesserato” potrà portare un “amico” con la conseguenza del raddoppio dei potenziali supporter amaranto, come accaduto in occasione della trasferta di Terni. Una decisione in tal senso, con ogni probabilità, verrà presa domani, lunedì 13, ed è anche una decisione auspicabile, se non altro per arginare il fenomeno di coloro che annunciano di voler essere in ogni caso a Modena. Staremo a vedere cosa decideranno le autorità preposte, a cominciare dall’Osservatorio, nella speranza ma anche nella convinzione che i dirigenti del Sassuolo non si opporranno all’eventuale decisione di “far portare un amico” ad ogni tifoso del Livorno in possesso della “tessera dello sportivo”. A favore della possibilità che la decisione venga presa, oltre alla sportività dei dirigenti del club neroverde, c’è il fatto che non ci sono precedenti negativi fra le tifoserie delle due squadre, quindi non ci sono i motivi di ordine pubblico che potrebbero impedire alla squadra livornese di essere seguita in Emilia dal maggior numero possibile di sportivi, mentre problemi di ordine pubblico potrebbero verificarsi nel caso contrario, cioè se l’opportunità del “tifoso con amico al seguito” non verrà riconosciuta, visti i tanti tifosi che dicono di voler raggiungere lo stadio Braglia. In ogni caso, se le autorità competenti e in primis l’Osservatorio decideranno per una decisione restrittiva, in altre parole se non si consentirà di allargare il numero dei tifosi al seguito degli amaranto, seppure a malincuore ne prenderemo atto. E sconsiglieremo di andare a Modena senza il doveroso biglietto, anche per non pregiudicare eventuali prestazioni sportive della squadra di Nicola.

 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 12 maggio 2013 alle 23:06
Autore: Marco Ceccarini
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